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Governo 2018, Salvini rifiuta l’invito di Fabio Fazio e rilancia: “Camera e Senato a chi ha vinto le elezioni”

“Farò tutto quello che è umanamente possibile per rispettare il mandato che gli italiani ci hanno dato, ovvero di andare a fare il presidente del Consiglio, ma senza scendere a patti e rinnegare la nostra Bibbia che è il programma. Ho letto ipotesi astruse di governissimi, di governini, di passi di lato. C’è un programma scelto dagli italiani”. parla così Matteo Salvini alla scuola Politica della Lega una settimana dopo il voto del 4 marzo 2018 che ha decretato il Carroccio come primo partito della coalizione di centrodestra. In attesa di capire se ci sarà o meno il margine per poter andare al Governo in qualità di Presidente del Consiglio, Salvini stuzzica Fabio Fazio: “Sono stato invitato da Fazio. Andare? No, grazie. Faccio altro. Mandiamo un bacione a Fazio e alla Littizzetto. Non gli mancano ospiti importanti…”

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Governo 2018, per Salvini le Camere devono andare a Lega e M5S

Per la formazione del governo 2018 Matteo Salvini dice di guardare “al centrodestra” e a “chi mette prima della maglietta politica l’interesse del paese”. E aggiunge: “Io non sto smaniando: non mi alzo la mattina o vado a letto la sera dicendo “o faccio il presidente del consiglio o sono un uomo finito”. No, io sono a servizio. Se si realizza il programma, bene. Se bisogna inventarsi pateracchi o minestroni, non sono assolutamente a disposizione”. Per le presidenze di Camera e Senato dice che “sarebbe una follia fare il contrario di quello che gli italiani hanno scelto la settimana scorsa. Ci sono due forze politiche che hanno vinto le elezioni non penso che sia molto difficile capire con chi si ragiona”.

Governo 2018, Salvini promette meno tasse: “Prima gli italiani”

Mi viene in mente Draghi, quando dice che l’euro è irreversibile. Conoscete qualcosa di irreversibile? Io penso che nulla è irreversibile, specialmente in economia”. ha ancora rilanciato Matteo Salvini che, a proposito della manovra economica, ha specificato:  “La prepareremo di segno diametralmente opposto” a quello dei sacrifici e dei vincoli europei, e quindi “meno tasse per tutti” perché “il mio impegno è di andare al governo per rispettare gli impegni con gli elettori. Se le norme europee ci consentono di stare meglio, le rispettiamo. Altrimenti questi vincoli europei valgono meno di zero: prima vengono gli italiani”.

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