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Governo 2018 ultime notizie: perché un “governo del Presidente” è molto improbabile

Le trattative per la formazione del nuovo governo sono ad un punto morto. Lo sa bene il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, proprio per il disaccordo che regna tra le forze politiche in Parlamento, sta pensando in queste ore ad una soluzione istituzionale. Su questi scenari non c’è alcuna ufficialità, come ovvio. Ma i quirinalisti più esperti continuano a dipingerlo come probabile, o almeno tra le possibili soluzioni per evitare un nuovo ricorso alle urne. Vuol dire che ci sarà un governo del Presidente? E’ uno degli scenari possibili, anche se secondo noi è altamente improbabile.

sergio mattarella incarico di governo

M5S contrario al “governo del Presidente”

Non lo troverete scritto da nessuna parte, ma il Movimento 5 Stelle resta fermamente contrario al governo del Presidente. Luigi Di Maio lo va ripetendo dal 5 marzo scorso: il Movimento 5 Stelle è la forza politica che ha ottenuto il maggior numero di voti e quindi è l’unica a poter esprimere il Presidente del Consiglio. Fine del discorso. I pentastellati accetterebbero con difficoltà una soluzione politica differente da “Di Maio premier”, con una figura terza a Palazzo Chigi ma da individuare comunque nell’area d’influenza del M5S, figuriamoci se prendono in considerazione il sostegno ad un governo guidato dalla Casellati o da un altro “grand commis” dall’elevata caratura istituzionale. Il governo del Presidente semplicemente non esiste nei piani del M5S. Ed è impensabile che il Presidente possa escludere dalla formazione del nuovo esecutivo la forza politica che ha ottenuto più voti e più parlamentari alle elezioni. L’M5S punta ad un accordo politico con la Lega che vede Berlusconi fuori dall’esecutivo e l’ha ben spiegato.

giancarlo giorgetti preincarico

Preincarico ad un leghista? Probabile

Scriveva ieri Marzio Breda sul Corriere della Sera: “Il Presidente della Repubblica ha preso atto che l’impasse continua e che scenari alternativi non esistono, vista l’eterna indisponibilità del Pd a lasciarsi coinvolgere. Insomma, di colpo tutto è andato in tilt. Stamane (ieri, ndr) Mattarella chiuderà la ricognizione sentendo i presidenti delle Camere, e il presidente emerito, Giorgio Napolitano, tra l’incertezza sulle proprie mosse. Ha ventiquattr’ore per sparigliare le carte, sbloccando lo stallo”. Ma come possa sparigliare le carte Mattarella proprio non è facile comprenderlo. Almeno, ci auguriamo che Breda non consideri uno sparigliare le carte un incarico alla Presidente del Senato Casellati. Una leggero rimescolamento potrebbe essere invece un “preincarico” ad un esponente della Lega Nord. Su questo scenario concordano quasi tutti i quirinalisti. Al premier preincaricato spetterebbe il ruolo di pontiere verso l’assetto definitivo per l’esecutivo. Anche l’identikit del “pontiere” è abbastanza chiaro: potrebbe essere quel Giancarlo Giorgetti, leghista della prima ora e fedelissimo di Salvini ma anche considerato uomo di dialogo, in particolare con i pentastellati. Non ci resta che attendere Mattarella: che ci sorprenda mettendo da parte per una volta la sua proverbiale prudenza?

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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