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Governo Conte toto-ministri: oltre il nodo Savona, tanti dubbi da sciogliere

Non tiene banco solo il caso Paolo Savona per la nomina di Ministro del Governo Conte. Oltre al “lodo Economia”, su cui il Quirinale avrà certamente insistito, quale potrà essere la squadra di governo di Conte? Come scrive Repubblica nell’edizione odierna,  andrà al più presto chiarito se saranno creati i ruoli di vicepremier per Luigi Di Maio e Matteo Salvini. I ruoli dei due leader dovranno essere speculari, viene spiegato, dunque entrambi vicepremier o a capo di due ministeri di uguale peso. Salvini non ha mai fatto mistero di puntare al Viminale per avere mani libere su sicurezza e migranti. Per Di Maio si parla ancora del ministero dello Sviluppo economico e del Lavoro, che si occuperà del dossier Ilva e della riforma della legge Fornero. “Credo che questo ministero debba andare al M5s”, certifica lo stesso Di Maio in un videomessaggio postato in serata sulla sua pagina Fb.

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Governo Conte toto-ministri: quali i nomi caldi?

Come ministro delle Infrastrutture sembrano scendere le quotazioni della parlamentare piemontese M5s Laura Castelli, troppo sbilanciata col movimento no-Tav (potrebbe finire in un altro ministero). Agli Esteri qualche dubbio sull’incarico a Giampiero Massolo, ambasciatore esperto anche di servizi segreti e da due anni presidente di Fincantieri; si parla anche di Moavero Milanesi, che fu già ministro con Letta e Monti. Alla Giustizia il Movimento dà per certo Alfonso Bonafede, il “risolutore dei problemi” del Movimento che avrebbe battuto la concorrenza dell leghista Giulia Bongiorno, avvocato penalista già eletta con An. Alla Difesa Di Maio punterebbe su Riccardo Fraccaro, deputato cinquestelle e questore anziano in prima linea contro i vitalizi, ma Fraccaro è in partita anche per il ministero della Semplificazione. In pole position alla Cultura c’è Vincenzo Spadafora, già Garante dell’infanzia e adolescenza e nello staff di Francesco Rutelli.La Lega punta al ministero delle Politiche agricole, già trampolino di lancio per Luca Zaia, e spinge Nicola Molteni.

I ministri del Governo Conte

L’attuale capogruppo leghista a palazzo Madama Gianmarco Centinaio potrebbe andare al Turismo e agli Affari regionali. Lorenzo Fontana, vicesegretario del Carroccio e salviniano doc, dato in corsa come ministro, resterebbe invece vicepresidente della Camera. Alla leghista Simona Bordonali potrebbe andare il dicastero della Famiglia e delle disabilità, cavallo di battaglia di Salvini, mentre continua a circolare il nome di Emilio Carelli forse alla Cultura se Spadafora fosse dirottato su un altro dicastero. E tra altri pentastellati ci sarebbero Danilo Toninelli (in pole per la Funzione pubblica). Per l’Ambiente restano stabili le quotazioni di Sergio Costa, generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri, per anni al lavoro nella Terra dei fuochi. All’Istruzione risalgono le quotazioni del ‘super preside’ di Brindisi, Salvatore Giuliano. Tra i ministri in pectore già coinvolti da Di Maio prima ancora delle elezioni, rimangono in pista Armando Bartolazzi, anatomopatologo del S. Andrea di Roma, di cui si parlava al ministero della Salute, cui aspirerebbe però l’attuale capogruppo M5S alla Camera, Giulia Grillo.

 

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