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Governo news, cosa ha deciso la Direzione Pd? Il discorso di Martina

Nella giornata di ieri si è svolta la Direzione Pd convocata per stabilire una posizione unanime da mantenere in vista delle nuove consultazioni in programma lunedì 7 maggio con il Presidente Mattarella. Qual è la stata la decisione finale? L’intesa di compromesso è stata trovata sull’accantonamento dei diversi ordini del giorno: da una parte quello dei renziani, dall’altra quello della sinistra interna. Chiusura verso il M5s e il centrodestra, stop agli odi all’interno del Pd e un rischio non più velato di ritorno alle urne. Questi sono i passaggi chiave del discorso di Martina. E poi la promessa di un impegno a sostegno dell’operato del presidente Mattarella. Nella relazione conclusiva c’è anche il passaggio sul mandato pieno al segretario reggente fino all’assemblea ma resta il nodo della data, che non è ancora stata decisa. Paolo Gentiloni prova a valorizzare lo sforzo unitario: “Più forza al Pd per affrontare i passaggi difficili delle prossime settimane”, commenta alla fine con un tweet.

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Direzione Pd, il discorso di Maurizio Martina e lo scontro Franceschini – Renzi

Oltre alla chiusura verso il Movimento 5 Stelle e il centrodestra da Martina arriva un appello all’unità – “Basta odi tra di noi” – e una richiesta all’assemblea: “Chiedo alla direzione di rinnovarmi la fiducia a proseguire il mandato fino all’assemblea nazionale. Non chiedo sostegni di facciata ma un passo consapevole”. Nel discorso del reggente anche una frecciata rivolta all’ex segretario: “Ma secondo voi Salvini e Di Maio possono essere padri costituenti con noi?”. Una frase che liquida la proposta di governo di tutti per le riforme istituzionali lanciata da Renzi a Che Tempo Che Fa. Il ministro della cultura Dario Franceschini parla in chiusura della direzione dem. E affonda i colpi contro l’ex segretario. “Abbiamo immaginato di iniziare a percorrere la strada del confronto con i grillini che non portava automaticamente a un accordo di governo. L’intervista di Matteo Renzi ha interrotto questo percorso per il peso numerico e politico che ha. Tanto che 10 minuti dopo Di Maio ha detto ‘dialogo chiuso’. Ci saremmo dovuti arrivare dopo un confronto”.

Direzione Pd, proteste all’esterno e le scuse di Calenda

Il neoiscritto Carlo Calenda, invece, ha esordito alla direzione PD con delle scuse nei confronti del reggente: “Voglio pubblicamente scusarmi con Martina per aver detto che avrei strappato la tessera del Pd, ma per me è improponibile l’ipotesi di un governo con Di Maio, non stiamo parlando di padri costituenti e nessuno nel partito ha mai pensato di percorrere quella strada. Tutti riteniamo giusto sedersi a discutere con i grillini. Ma se non sappiamo che proposta portare, per cosa ci sediamo?”. E difende Renzi: “Non ha sbagliato a prendere posizione contro l’ipotesi di dialogo tra Pd e M5s perchè è figura di spicco del partito e del Paese”.

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