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Governo news, direzione Pd, ecco il documento dei renziani: “Niente conte interne”

Domani, giovedì 3 maggio 2018, si riunirà la direzione Pd ma ormai i giochi sembrano fatti: l’accordo con il Movimento 5 Stelle – dopo la rottura definitiva di Matteo Renzi a Che Tempo Che Fa – non si farà. Niente “conte interne” alla Direzione del Pd di giovedì. Lo “stallo politico è frutto dell’irresponsabilità” di Movimento 5 Stelle e centrodestra. I renziani, invece, dicono sì al confronto ma niente fiducia “a un governo guidato da Salvini o Di Maio”. Sono questi i tre punti di un breve documento predisposto dai renziani sui quali da martedì è iniziata una raccolta di firme tra parlamentari e membri della Direzione del Partito Democratico.

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Governo news direzione Pd, il documento dei renziani

Al momento sarebbero state raccolte le firme di 77 deputati su 105 e 39 senatori su 52. Tra i firmatari anche i capigruppo Delrio e Marcucci. “Siamo parlamentari eletti con il Pd e membri della Direzione – esordisce il documento predisposto dai renziani – Proveniamo da storie e percorsi diversi. Non sappiamo se il prossimo congresso ci vedrà sulle stesse posizioni o se, del tutto legittimamente, sosterremo candidati diversi. Pensiamo tuttavia che tre punti chiave ci uniscano in modo forte”

Governo news direzione Pd: i tre punti cardine

Nel documento vengono poi esplicitati i punti cardine in vista della Direzione:

  • “1. Crediamo dannoso fare conte interne nella prossima Direzione. È più utile riflettere insieme sulla visione che ci attende per le prossime sfide e sulle idee guida del futuro del centrosinistra in Italia.
  • “2. Crediamo – si legge ancora – che lo stallo creato dal voto del 4 marzo sia frutto dell’irresponsabilità del Centrodestra e del Movimento Cinque Stelle che con la loro campagna elettorale permanente hanno messo e stanno continuando a mettere in difficoltà il nostro Paese.”
  • “3. Crediamo che il Pd debba essere pronto a confrontarsi con tutti, ma partendo dal rispetto dell’esito del voto: per questo non voteremo la fiducia a un governo guidato da Salvini o Di Maio. Significherebbe infatti venire meno al mandato degli elettori democratici. È utile invece impegnarci a un lavoro comune, insieme a tutte le altre forze politiche, per riscrivere insieme le regole del nostro sistema politico-istituzionale”, conclude il documento.

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