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Governo news, la pace nel Pd è durata 24 ore e il fondatore Veltroni sentenzia: “Punto più basso”

Un giorno scarso, tanto è durata la fragile tregua siglata giovedì nella direzione del Pd con una fiducia a tempo nei confronti del segretario reggente, Maurizio Martina. A far esplodere la polemica proprio il rapporto con il Movimento 5 Stelle, definitivamente archiviato dopo l’intervento di Matteo Renzi a Che tempo che fa. L’ex segretario rivendica quella chiusura su Facebook: “Sono orgoglioso di aver fatto fallire l’intesa con il Movimento. Per due mesi hanno fatto i bravi, ‘gli istituzionali’. Oggi capiscono finalmente di non avere i numeri per Palazzo Chigi e quindi sbroccano”. Un modo implicito per sottolineare che spetta ancora a lui dare la linea al partito. E mentre Dario Franceschini gli risponde accusandolo di essere “superficiale” prende la parola l’ex segretario Walter Veltroni, nonché fondatore del Partito Democratico.

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Governo news, Veltroni tuona: “Ecco cosa avrei fatto io alla guida del PD”

“L’Aventino – dice il fondatore del partito, Walter Veltroni – è sbagliato, il Pd ha il dovere di presidiare il campo della sinistra”. E spiega cosa avrebbe fatto se fosse stato ancora al comando del partito. “Fosse dipeso da me – ha spiegato – io avrei fatto due cose: quando si è votato il presidente del Senato avrei candidato Emma Bonino, e avrei detto ai Cinque Stelle votate contro una persona che avete candidato al Quirinale? E poi, visto che si fa un governo solo con una coalizione, avrei scelto un uomo come Cantone con l’appoggio di Pd, Leu e M5S”. E poi bacchetta Matteo Renzi: “La prima cosa da fare è capire le ragioni della sconfitta. Se oggi prendesse una posizione di rottura si prenderebbe una forte responsabilità in un momento drammatico per il paese. Io penso che siamo in una fase di leadership inclusive e il Pd ha bisogno di una collegialità non solo di leader”. Quanto al giudizio sui 5 Stelle Vetroni sembra molto lontano da Renzi. “Non penso – dice – che gli esponenti M5s siano ‘pentafascisti’ o siano come la Lega. Una parte consistente dei nostri elettori ha votato per loro e non credo che siano diventati fascisti”.

Governo news, nel Pd è scontro Franceschini – renziani

Dario Franceschini non condivide l’impostazione dell’ex premier, Matteo Renzi.  Le sue parole sono dure ed esplicite. “Penso che la riflessione di Renzi sia superficiale e sbagliata. Proprio il fatto che Grillo e 5 Stelle tornino, fallita una prospettiva di governo e avvicinandosi le elezioni, ai toni populisti e estremisti, dimostra che avremmo dovuto accettare la sfida di un dialogo proprio per portarli a rapportarsi con la realtà di una azione di governo reale che non si affronta con grida e slogan”. Mentre a Franceschini replicano diversi esponenti vicini all’ex segretario: “Invece di attaccare Renzi non sarebbe meglio attaccare le scempiaggini di Grillo e Di Maio?”, dice Stefano Esposito. E il senatore Dario Parrini: “Non lasciamo credere che il M5S torni all’estremismo per colpa del Pd. Sarebbe una riflessione superficiale e sbagliata. Ridiventano estremisti perché non hanno mai smesso di esserlo”. Già nella Direzione Pd Franceschini era stato chiaro:Serve discontinuità rispetto al passato. Ora siamo spettatori, non più determinanti”.

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