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Governo news, M5S: lo spettro del fallimento agita la base, cresce la “fronda” anti Di Maio soprattutto al Sud

Lo spettro del fallimento agita la base del Movimento 5 Stelle. Più di una indiscrezione rileva il malcontento di molti militanti per l’incertezza sulla realizzazione del programma pentastellato. Già, perché alla base del M5S sta a cuore soprattutto il programma con cui Di Maio e soci si sono presentati alle urne, poi diventato gioco forza contratto di governo con la Lega di Salvini. Già, il programma del Movimento 5 Stelle con il caposaldo del reddito di cittadinanza. La “pancia” del movimento lo reclama a gran voce, soprattutto al Sud dove grazie a questa promessa il M5S ha fatto il pieno di voti.

Governo news, M5S: lo spettro del fallimento agita la base, cresce la "fronda" anti Di Maio soprattutto al Sud

Come sappiamo bene gli umori dentro al Movimento 5 Stelle sono molto difficili da intercettare. C’è un controllo ferreo di qualsiasi informazione in uscita, anche a livello locale. Così come è sempre stata molto disciplinata e allineata la platea dei militanti. Ma in queste ore le voci di malcontento si moltiplicano e arrivano fino ai media indipendenti. Chi come noi ha seguito da vicino la crescita del Movimento 5 Stelle fin dalle elezioni del 2013 ha potuto raccogliere più di una testimonianza. L’esilio volontario di Di Battista, l’emarginazione di Fico: l’ala più movimentista e sociale dei pentastellati ha sofferto la pragmaticità (obbligata) di Di Maio in questi primi tre mesi di vita dell’esecutivo e chiede più “cuore e coraggio”. Anche Di Maio l’ha capito e la forzatura sul decreto per Genova ne è la prova. Ma la mossa di Di Maio, il decisionismo a priori al di fuori del consiglio dei ministri, ha subito trovato la netta opposizione della Lega. Di Maio si trova quindi ad un bivio difficile. Lo spettro del fallimento dell’esperienza di governo con la Lega pesa forse meno di una spaccatura della base del Movimento. In queste ore il confronto nel gruppo dirigente pentastellato è acceso, ma nulla trapela.

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Dalla base, invece, arrivano segnali che inquietano. Fonti confidenziali parlano di una raccolta di firme partita dalla Sicilia per sollecitare i vertici del Movimento a presentare il decreto sul reddito di cittadinanza, che dovrà essere nelle stessa versione di quello ipotizzato in campagna elettorale. Non abbiamo trovato conferme ufficiali a queste voci, ma potrebbero arrivare presto. Del resto la “fronda” nei confronti di Di Maio ha preso quota anche sulla questione migranti. Dalla vicenda della Nave Diciotti, con l’attacco di Salvini a Roberto Fico non difeso dal vicepremier pentastellato, la distanza tra Fico e Di Maio è cresciuta giorno dopo giorno. Si parla da giorni di un gruppo di deputati vicini al Presidente della Camera pronti a sostenerlo come nuovo leader del movimento in caso di fallimento del governo Di Maio-Salvini. Difficile capire quanti siano i parlamentari vicino a Fico. Spiegava qualche giorno fa al Corriere della Sera un deputato a lui vicino: «Possono essere 60, 100 o anche più. Dipende dalle materie. Non ci sono più le correnti stile dc, non c’è una fedeltà al capo, nel Movimento ci sono diverse sensibilità». 

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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