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Governo news, Mattarella dà l’incarico a Giuseppe Conte mercoledì? Le ultimissime

Bene, il nome è stato indicato, così come la strada da percorrere. Ma adesso è tempo di prendere in mano la Costituzione e rileggere quanto evidenziato dai Padri Costituenti: ok il lavoro di Di Maio e Salvini, i tavoli tecnici, i contratti del cambiamento. Ma la giocata decisiva è sempre del Capo dello Stato, nello specifico Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica, per la giornata di oggi, martedì 22 maggio 2018, ha convocato Fico e Casellati – rispettivamente Presidente della Camera e Presidente del Senato – per le ore 11e 12 al Quirinale. C’è chi sui social network scherza e pensa all’ipotesi meno plausibile: l’articolo 88 della Costituzione prevede che il Capo dello Stato possa dare ‘mandato’ ai due Presidenti di sciogliere le Camere. Uno sberleffo, insomma, per Di Maio e Salvini. Ma i rumors non indicano questa strada. Anzi, domani, mercoledì 23 maggio 2018, dovrebbe essere il giorno dell’incarico a Giuseppe Conte.

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Incarico a Giuseppe Conte: domani il giorno giusto?

In altri termini, Conte potrà anche ottenere l’incarico di formare il governo, ma non sulla base di questioni e incarichi già predefiniti, ma nel rispetto delle prerogative del Capo dello Stato e delle norme costituzionali. Considerazioni che Di Maio e Salvini avrebbero condiviso, tanto che di futuri ministri non si sarebbe parlato durante i colloqui nello studio alla Vetrata. La situazione resta comunque fluida e, anche alla luce delle udienze di oggi con Fico e Casellati, un incarico non dovrebbe arrivare prima di mercoledì, visto che nel pomeriggio Mattarella è atteso a Civitavecchia per la partenza della nave della legalità.

Sergio Mattarella si prende una pausa di riflessione?

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, vuole prendersi un’ulteriore pausa di riflessione. Finora ha assecondato un percorso per poter arrivare alla nascita di un governo in linea con il responso delle urne e questa è la linea che continuerà a seguire. Ma senza poter prescindere dall’esercizio delle proprie prerogative, dal rispetto di norme e prassi costituzionali e dalla considerazione della situazione economica e sociale del Paese, sul piano interno e con riferimento agli impegni internazionali.

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