in

Governo news trattativa Lega – M5S, la reazione del Pd: “Noi argine alla deriva populista”

È il gioco delle parti. Ieri Matteo Renzi tracciava la linea per candidare Paolo Gentiloni a un’eventuale campagna elettorale. Adesso, invece, il Partito Democratico deve cambiare nuovamente linea, in balia degli eventi: il Governo 2018 si farà, al 90% delle probabilità, con una trattativa Lega – Movimento 5 Stelle che continua e si dovrebbe sbloccare nella giornata di oggi. Dunque, il Partito Democratico andrà all’opposizione in questo scenario e Maurizio Martina, segretario reggente dei DEM, afferma che sono loro l’unico argine a una deriva populista in seno all’Italia. Il segretario reggente Maurizio Martina ha parlato di “rischio di una deriva estremista nel governo del Paese”. Un pericolo legato ad “accordi di potere last minute, senza una vera condivisione delle scelte. È chiaro – ha concluso – che il Pd è radicalmente alternativo a questo brutto spettacolo”.

Leggi anche: Governo news, l’apertura di Silvio Berlusconi a un esecutivo giallo-verde

Governo news trattativa Lega – M5S: la reazione dei DEM

La trattativa Lega – Movimento 5 Stelle portal il ministro uscente della Giustizia, Andrea Orlando, a dare per fatta la formazione di un governo giallo-verde: “Io non sono tra quelli che auspicavano una saldatura tra loro – ha precisato – ma mi pare che si sia creato un blocco imponente che non ha precedenti nella nostra storia dal punto di vista del consenso, perché alla fine anche Forza Italia mi pare coinvolta nella partita”. Ora, quindi, il Pd dovrà “capire quali sono le priorità in base alle quali costruire un’opposizione.” Il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, invece, ha difeso il partito da chi addossa ai dem una parte della responsabilità per gli ultimi sviluppi: “Siamo molto preoccupati, è chiaro. Ma se nasce il governo, nasce perché delle forze politiche, che hanno i numeri, si alleano, non perchè il Pd le lascia fare. Lasciano fare i voti”.

Trattativa Lega – M5S: cambia la linea PD

Il Partito Democratico, intanto, comincia a organizzare l’opposizione. Con l’accordo Salvini-Di Maio, cadrebbe l’ipotesi governo di tregua e quindi anche quella di elezioni anticipate. Così per i dem non sarebbe più così urgente nominare subito un segretario e organizzare le primarie in vista delle elezioni. Un esecutivo giallo-verde cambierebbe anzi l’ordine del giorno dell’assemblea nazionale del 19 maggio, durante la quale l’attenzione potrebbe virare sui tempi per il Congresso.

Leggi anche: Toto-Premier e squadra ministri: chi ci sarà?

offerte lavoro estate 2018

Lavoro estate 2018: oltre 2000 opportunità con GI Group

Trattativa Lega – M5S riforma pensioni 2018: ok abolizione Legge Fornero, cosa potrebbe cambiare? (GUIDA COMPLETA)