di M.B. Michela in ,

Guerrina Piscaglia news: padre Gratien condannato a 25 anni in Appello


 

Guerrina Piscaglia news: padre Gratien Alabi condannato a 25 anni in Appello, due anni in meno rispetto al primo grado

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Caso Guerrina Piscaglia ultime notizie: padre Gratien Alabi condannato in appello a 25 anni di carcere dalla corte d’Assise d’appello di Firenze per l’omicidio e l’occultamento di cadavere della casalinga 50enne scomparsa da Ca’ Raffaello il 1° maggio 2014 e il cui corpo non è stato mai ritrovato.

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Sostanzialmente confermata dunque la sentenza di primo grado, che aveva visto condannato l’imputato a 27 anni di reclusione. La sentenza è stata pronunciata alle 17:40 di oggi, giovedì 14 dicembre. Un lieve sconto di pena di 2 anni che tuttavia non cambia la sostanza delle cose: anche i giudici di Firenze, come quelli della Corte d’Assise di Arezzo, dunque, non hanno creduto alle parole del religioso congolese che ha sempre respinto le accuse mossegli nonostante i gravi indizi di colpevolezza a suo carico.

Intercettata fuori dall’aula Maria, cugina di Guerrina Piscaglia, si è detta soddisfatta per l’esito della sentenza appena pronunciata: “Siam contenti … bravissimi gli avvocati, speravamo in questo risultato. periamo che ci dica dov’è il suo corpo, dopo tre anni di lacrime ce lo meritiamo: vogliamo un posto dove andare a piangere Guerrina”. Mirco Alessandrini, marito di Guerrina, aveva parlato prima della lettura della sentenza, dicendosi fiducioso nella conferma della condanna per padre Gratien Alabi.

Per l’accusa padre Gratien Alabi avrebbe ucciso Guerrina Piscaglia, che con lui aveva una relazione intima segreta, perché da lei pressato: la donna infatti lo minacciava di rivelare a tutta la comunità di Ca’ Raffaello della loro tresca ‘amorosa’, così “Padre Gratien uccise Guerrina Piscaglia per evitare uno scandalo. Un atto istintivo. Aveva paura. Vedeva minacciate la salvaguardia del suo onore e la sua dignità di prete”. Lo specificarono i giudici di primo grado nelle motivazioni della sentenza di condanna. E oggi anche la Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha sostanzialmente sposato questa tesi, respingendo le richieste dei difensori del prete, i quali avevano chiesto di riaprire il processo, risentire dei testimoni ed approfondire eventuali piste alternative.

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