di Michela Becciu in ,

Guerrina Piscaglia, padre Gratien intervista a Quarto Grado: “Altre persone devono parlare”


 

Caso Guerrina Piscaglia news, padre Gratien intervista a Quarto Grado: “Altre persone devono parlare”, ecco le sue dichiarazioni

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Caso Guerrina Piscaglia: stasera 16 giugno a Quarto Grado un’intervista esclusiva a padre Gratien Alabi. Il sacerdote congolese è stato condannato in primo grado a 27 anni di carcere dalla Corte di Assise di Arezzo per omicidio volontario e occultamento del cadavere di Guerrina Piscaglia, la casalinga 50enne di Ca’ Raffaello sua presunta amante, sparita misteriosamente il 1°maggio 2014, il cui corpo non è mai stato ritrovato.

Il religioso è ora detenuto ai domiciliari presso il convento romano dei Premostratensi, a Roma. Nelle scorse settimane, l’uomo è stato autorizzato a muoversi oltre i confini segnati dal braccialetto elettronico per celebrare alcune cerimonie,, tra cui un battesimo.

Guerrina Piscaglia news: padre Gratien condannato a 27 anni di carcere celebrerà un battesimo

Di seguito, alcuni stralci dell’intervista realizzata dall’inviata di Quarto Grado, Alessandra Borgia:

 

Domanda: «Com’è vivere in questa struttura, dopo la condanna?»

Risposta: «Io vivo come ho sempre vissuto».

D: «Quindi a lei non è cambiato nulla?»

R: «Niente, niente.

Ho più tempo per pregare. Ho più tempo per rendere servizio, soprattutto per i preti e gli studenti che sono via per gli esami: sostituisco tutti quelli che sono assenti. Mi sento un po’ più felice facendo questa cosa».

D: «Quindi lei celebra le Messe e anche la confessione?»

R: «Non c’è problema. Ci sono dei preti che vengono a confessarsi da me. Io faccio le mie funzioni normalmente, come ho sempre fatto».

D: «Lei ritiene che sia giusto questo?»

R: «Come no. Secondo lei non è giusto?»

D: «Lei chi può vedere? Con chi si relaziona? Può vedere anche altre persone?»

R: «Come no… sono degli ospiti che vengono qui, che abitano qui, che mangiano con noi, pregano con noi».

D: «Ha più pensato a Guerrina?»

R: «A questa domanda non rispondo perché ho già dato risposte tante volte… non dico niente».

D: «Dopo la condanna ci ha più pensato?»

R: «Se sono in questo caso è a causa di chi? Quella è la risposta».

D: «Ha mai fatto l’amore con Guerrina?»

R: «Mai, mai.

Non è facile sopportare una cosa del genere, avere una forza psicologica e morale per sopportare questa cosa».

D: «Lei si sente forte?»

R: «Penso di sì, perché tante persone, anche dei preti, sono venuti a dirmi: “Io al tuo posto mi ammazzerei: cosa aspetti?”. Anche in carcere venivano a dirmi così. E io ho detto: ma se tu vieni a darmi la speranza è quella la parola di conforto? È quella la parola di speranza? Hanno orientato tutte le indagini su di me. Potrebbero anche vedere, come si dice, altre strade per capire se la persona è morta realmente, se è scomparsa o da chi sta. Anche il giorno della sentenza, il babbo di Mirco (Alessandrini, marito di Guerrina Piscaglia, ndr) ha detto a uno dei miei amici che sono venuti lì: “Mi dispiace molto, noi non sapevamo che saremmo arrivati a questo punto”. E il mio amico ha detto: “Ma voi potete andare a testimoniare che lui non c’entra per niente e che sapete cosa è successo”. “Adesso non possiamo fare nulla, ma a me dispiace”, rispondeva. Una delle sue sorelle ha detto: “Adesso l’avete condannato, ma altre persone devono parlare”. Chi sono quelle altre persone che devono parlare? Lo sanno ma fanno finta».

D: «Lei ha mai pensato al carcere? A come potrebbe essere la sua vita in carcere?»

R: «Questa è una domanda difficile, perché se mi mandano in carcere sarà ingiusto. Ho già pensato a quello che farò nel caso in cui mi mandino…»

D: «E cosa farà?»

R: «Quello che farò, lo saprà solo il mio difensore».

 

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