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“Ha detto la sua prima parola!”. Tutto questo a sole 7 settimane dalla nascita e tutti pensano che si tratti di un caso unico al mondo. Ma, quando il piccolo arriva all’età 2 anni, la sua mamma scopre una terribile verità sul perché di tutto ciò. “Povero ragazzo…”

Una vicenda complessa che ci fa capire, ancora una volta, che le aspettative sono una brutta bestia. Una storia che inizia con una fortissima speranza e che irrimediabilmente termina (o prosegue, ndr) con una situazione diametralmente opposta. Questa è la curiosa vicenda del piccolo diventato famoso in tutto il mondo per aver pronunciato la sua prima parola, “Hello”, a sole sette settimane di vita. Sì, avete letto bene 50 giorni dal parto: una cosa altamente improbabile eppure i genitori e la maggior parte degli utenti che avevano visto il video erano sicuri: “Il piccolo ha chiaramente detto Hello”, continuavano a ripetere “è un genio, diventerà un luminare”. (Continua dopo la foto)

Il bimbo di Toni McCann sembrava dover diventare un piccolo prodigio quando, due anni fa, la donna lo filmò diffondendo il video in rete, mostrando che nonostante la tenerissima età il bambino riusciva a pronunciare le prime parole, un record vero e proprio quindi che hanno reso il piccolo una vera e propria celebrità. Poi però, i conti con la realtà. Eh sì perché purtroppo, come racconta la donna al Mirror, le cose sono andate diversamente. Dopo interviste, apparizioni in show televisivi, il bimbo ha iniziato a crescere e quando ha raggiunto l’età per poter dire le sue prime paroline la mamma si è accorta che qualcosa non andava. (Continua dopo la foto)

Toni ha scoperto che il bambino è affetto da una forma di autismo che non gli ha causato dei piccoli ritardi nello sviluppo del linguaggio, motivo per cui all’età di 2 anni non riesce ancora a pronunciare nessuna parola. “Prego ogni giorno per poterlo sentir parlare”, ha raccontato la madre del piccolo, “Abbiamo fatto di tutto per stimolarlo, cercando soprattutto di farlo relazionare con altri bambini, ma non siamo riusciti ad ottenere nessun risultato”. Uno psicologo ha consigliato alla famiglia di non insistere e lasciare che il bimbo sviluppi solo il linguaggio. Tutti in famiglia adorano il bambino, soprattutto le due sorelle maggiori, che come gli altri parenti hanno imparato a comunicare con lui attraverso lo sguardo: “Nonostante tutto resta un bimbo molto speciale”, conclude la madre, “ci stupisce ogni giorno con quello che è in grado di fare”. Chissà, magari anche questa volta la voglia di dar notizia ha predominato sull’attesa che le cose cambiassero ulteriormente e ancora una volta ci troviamo di fronte a un clamoroso caso di impazienza mediatica: magari il bimbo, prima troppo precoce, scoprirà fra qualche tempo di essere soltanto un bambino che ha sviluppato il linguaggio un po’ in ritardo, ma che comunque si trova nella nella norma. Staremo a vedere, anche se sarebbe meglio lasciarlo vivere senza pressione mediatica

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