di Alessandro Cirinei in

Hewlett-Packard in piena bufera dopo un’acquisizione sopravvalutata


 

Hewlett-Packard ha sorpreso i suoi investitori questa settimana ammettendo i problemi dovuti all’eccessivo ammontare di danaro sborsato per acquisire una software house Inglese che ha portato alla perdita di 8,8 miliardi di dollari.

Il gigante, già sotto attacco per aver cambiato due CEO in poco tempo, ha avuto seri problemi contabili dopo questa acquisizione da ben 11,1 miliardi avvenuta nell’Ottobre del 2011 ed il suo titolo ha raggiunto un ribasso quasi storico scendendo di 12 punti.
HP ha evidenziato che l’azienda in questione, Autonomy, prima dell’acquisizione abbia falsificato i libri contabili mostrando alcune vendite a basso margine di hardware come software, mostrando ricavi mai generati.

Il CEO di Hewlett-Packard Meg Whitman ha affermato di aver già allertato la commissione Stunitense “Securities and Exchange” e gli uffici dedicati alle frodi inglesi per dare il via a delle investigazioni. L’azienda farà ricorso attraverso una proceduta di “private litigation” sebbene questa possa richiedere anni.

Questo problema è la punta dell’iceberg per un’azienda che per anni è stata leader dello scintillante settore della produzione di PC, stampanti ed consumabili elettronici ma che negli ultimi anni ha avuto problemi di management non indifferenti, una domanda in netto calo e un debito in costante ascesa.

Sembra che già quando le voci dell’acquisizione di Autonomy sono iniziate a circolare, nell’estate dell’anno scorso, ci fossero già sospetti sulla contabilità dell’azienda. Cosa che l’allora CEO di Autonomy Mike Lynch ha smentito con forza.

Sembra anche che HP si fosse resa conto del problema quando ormai era troppo tardi e Meg Whitman non ha esitato a lanciare accuse nei confronti dei proprio advisor, affermando che HP si era affidata all’auditing di Deloitte con il supporto successivo di KPMG.

Ovviamente la Whitman non ha lasciato fuori il suo precedessore Leo Apotheker e l’allora “Chief of strategy” Shane Robinson, due manager che adesso non sono più in azienda. La risposta dei due in propria difesa non si è fatta attendere con Apotheker che ha affermato di aver condotto una “due diligence” meticolosa, supportato appunto da due delle più prestigiose aziende nel campo del M&A.

D’altro canto Apotheker, che voleva separare se non cedere il business dei PC, ha il dente avvelenato dato che è stato licenziato dopo sole due settimane dalla chiusura dell’acquisizione di Autonomy.
Ma qual’è il business di Autonomy? Si tratta di un software complesso che cerca informazione de-strutturata come email, chat, telefonate registrate, immagini video e via dicendo, utilizzato soprattutto nel settore dell’intelligence.

In ogni caso la frittata è fatta e non c’è niente di buono all’orizzonte visto che il quarto quarter fiscale che si è chiuso ad Ottobre ha fatto registrare perdite di quasi 7 miliardi di euro con un calo del 7% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno. E’ il quinto quarter di fila che vede il fatturato calare in modo significativo e Meg Whitman non sembra affatto ottimista. Al di là di questo problema dovuto all’acquisizione di Autonomy, il fatturato del quarto quarter è stato di circa 30 miliardi, circa 2,6 in meno dello scorso anno. Il fatturato dei PC è invece in calo del 14% mentre i due segmenti consumer e business registrano descrescite del 16% e del 13% rispettivamente.

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