di Mattia Preziuso

“I bambini della Shoah”: la mostra che illustra la tragedia


 

Al Museo Archeologico Nazionale Valle del Sarno (Palazzo Capua, Sarno) si apre la mostra “i bambini della Shoah”,che raccoglie le illustrazioni dell’Olocausto ispirate alle poesie dei bambini prigionieri del campo di concentramento di Terezìn, in Repubblica Ceca.

“I bambini della Shoah” è un unicum tra le mostre dedicate alla tragedia dell’Olocausto ed è stata curata dall’associazione onlus Nuova Officina e ha il comune intento di far sì che non venga dimenticata quella tragedia, che non deve mai più ripetersi. Ma si tratta di una mostra molto particolare e toccante: l’Olocausto viene illustrato, raccontato tramite il linguaggio universale del fumetto e del disegno, che spesso e volentieri arriva là dove le parole non riescono.

shoah tragedia

La mostra è articolata in quattro parti: un’area dedicata ad illustrazioni e vignette, due percorsi di tavole illustrate tratte dai libri “l’albero di Anne” e “il volo di Sara”, un’esposizione in cortile di opere contemporanee degli scultori Anna Crescenzi e Ugo Cordasco ispirate ai temi della violenza e della guerra e, infine, sette inedite tavole di disegnatori italiani e stranieri di “Fabrica”, centro di ricerca di Benetton Group, che hanno illustrato le poesie dei bambini deportati di Terezìn.

E’ forse proprio questa la pare più bella e toccante dell’intera mostra, tra i sette disegni quasi in tutti ricorre l’immagine del filo spinato, dietro cui si leva un cavallo di legno, simbolo dell’infanzia negata, o, ancora, una casa il cui profilo è di filo spinato. Tra tutte quelle immagini vi è, però, anche una portatrice di speranza: un filo spinato che diventa rosa, sopra la frase ” i fiori possono sbocciare anche dietro il filo spinato”.

Se è ovvio quanto potesse essere duro essere ebreo al tempo della Shoah, questa mostra va oltre e ci spinge ad immaginare quanto più difficile dovesse essere per un bambino ebreo esistere ai tempi della Shoah. Per quanto possa essere doloroso,ricordare è il minimo che si deve alle vittime di questo orrore e ai sopravvissuti, che non dimenticheranno mai, soprattutto quelli che allora erano “i bambini della Shoah”. Durerà fino al 27 gennaio e ,oltre ad essere interessante, non dimentichiamo che il ricavato della mostra sarà devoluto in beneficenza, un motivo in più per lodare questa iniziativa.

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