in

I conti correnti sono protetti in caso di fallimento bancario?

I conti correnti sono protetti in caso di fallimento bancario? Poco tempo fa abbiamo spiegato in cosa consiste l’attuale normativa europea sul Bail-in. In estrema sintesi, se una banca è gravata da troppi prestiti “deteriorati”, ossia che difficilmente verranno rimborsati, col meccanismo del bail-in viene chiusa, i crediti deteriorati ceduti a terzi per un importo molto inferiore al loro valore contabile (15% o meno del valore nominale), e viene creata una nuova banca con una dirigenza del tutto nuova, con in capo i soli crediti “sani” ossia quelli normalmente esigibili.

La differenza del valore tra il totale dei crediti, e i soli crediti sani, viene compensata da:

  • azzeramento del valore delle azioni della vecchia banca
  • se non bastasse, mancato rimborso delle obbligazioni subordinate
  • se non bastasse, mancato rimborso delle obbligazioni privilegiate, o senior
  • se non bastasse, prelievo su depositi e conti correnti dei clienti.

Per evitare la quarta opzione, che può portare al panico diffuso, e quindi al ritiro dei depositi anche dalle banche sane, cosa che le metterebbe a loro volta in crisi, è stato istituito il “Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi”. Il Fondo, costituito volontariamente dalle banche, in proporzione alle rispettive quote di mercato, serve a rimborsare i correntisti che registrassero perdite, fino ad un massimo di 100.000 € per ciascun conto.

Per le banche che hanno costituito il fondo (le Banche di Credito Cooperativo hanno un proprio Fondo di Tutela) non si tratta di denaro “perso”. I correntisti che dovessero subire perdite in seguito al fallimento della loro banca, verrebbero indennizzati, e aprirebbero un nuovo conto corrente presso un’altra banca. Questo denaro tornerebbe velocemente alle stesse banche che hanno messo a disposizione i fondi, sotto forma di nuovi depositi in conto corrente.

Beh, tutto questo in teoria.

In pratica, ad oggi, questo non è più possibile. Da quanto reso pubblico dal presidente del fondo Salvatore Maccarone, il Governo sta attingendo al fondo di garanzia per rimborsare gli obbligazionisti danneggiati dal salvataggio delle quattro banche salvate a dicembre: Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banca Marche.

Non che il fondo avesse grandi disponibilità in partenza, dato che eravamo a 1,66 Miliardi di Euro, ossia lo 0,30% dei Fondi teoricamente soggetti a garanzia, ma oggi siamo ufficialmente a zero.

Per rimborsare NON correntisti, dato che i correntisti delle 4 banche salvate a dicembre non hanno subito perdite. Per rimborsare gli obbligazionisti, che in caso di bail-in vero e proprio avrebbero avuto in cambio azioni delle nuove banche nate sulle ceneri delle vecchie, ed in questo caso avevano invece perso tutto.

Per riassumere, il Fondo di Garanzia viene utilizzato per finalità diverse da quelle per cui è nato, e i fondi utilizzati non ritorneranno nemmeno nel sistema finanziario: a differenza del rimborso su conti correnti, gli obbligazionisti rimborsati potrebbero decidere di non reinvestire queste somme: potrebbero metterle nel materasso, o magari in attività ritenute sicure, come ad esempio i titoli di stato, magari nemmeno italiani (la tassazione agevolata riguarda non solo i titoli italiani ma quelli di qualsiasi stato che non sia nella lista nera, quindi Germania, Cina, Svizzera, USA…).

In altre parole, il Governo tiene buoni i cittadini votanti di regioni molto importanti per i partiti di maggioranza, a spese della collettività.

Consigli? Come indicato nell’articolo sul bail-in, state molto attenti a dove avete il conto corrente, e venite via per tempo se si trova in difficoltà: il conto corrente non è un matrimonio, e si può e si deve divorziare quando la situazione si fa difficile.

Nato a Molfetta, residente da più di 20 anni a Bergamo, e innamorato follemente di Milano. Laureato in Economia Aziendale, ha una passione smisurata per la pubblicità, che ha trasformato in lavoro, occupandosi di Consulenza di Marketing, Copywriting e "Socialcosi". Altre passioni sono i viaggi, la tecnologia, il calcio, le ragazze (non necessariamente in quest'ordine) e l'automobilismo, per cui è giornalista, telecronista e speaker in pista.

guerrina piscaglia parla padre gratien

Guerrina Piscaglia, parla padre Gratien: “È ancora viva”

memento vitae

Milano Bicocca: Urbex, in arrivo la mostra fotografica del manicomio fotografico