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«I migranti sono portatori di malattie mentali, con i barconi in Italia un’onda di follia»

«I migranti sono portatori di malattie mentali. Da Kabobo in giù abbiamo visto arrivare con i barconi in Italia un’onda di follia. Le carceri sono i nuovi manicomi. Mettere un colletto bianco in cella con uno stupratore nigeriano è un ottimo strumento per fargli raccontare qualsiasi cosa». Fanno e faranno discutere a lungo le parole dello psichiatra Alessandro Meluzzi, intervenuto ieri mattina a Radio Cusano Campus a proposito delle dichiarazioni del ministro Matteo Salvini sull’esplosione di aggressioni da parte dei pazienti psichiatrici.

«I migranti sono portatori di malattie mentali, con i barconi in Italia un'onda di follia»

«Con i barconi un’onda di emarginazione, violenza e follia»

«Fa bene il Ministro Salvini a sollevare questioni che attengono a zone che riguardano lui, ossia reati penali commessi in strada da soggetti certamente portatori di disturbi psichiatrici – ha affermato Meluzzi ai microfoni della radio romana – Devo dire che c’è una altissima densità di queste situazioni nella popolazione migrante, da Kabobo in giù abbiamo visto arrivare con i barconi in Italia un’onda non solo di emarginazione, dolore e violenza ma anche di follia. I migranti produrranno alla fine anche un grandissimo problema di salute mentale, basta varcare la soglia di un pronto soccorso o di un carcere per rendersene conto. Fra i tanti problemi sanitari prodotti dall’immigrazione incontrollata oltre a quelli virologici o microbiologici ci sono anche quelli di natura psichiatrico-forense, questo è fuori di dubbio e nessuno può contestare questa affermazione».

femminicidio intervista al professor meluzzi

«Statistiche inattendibili dalla Società Italiana di Psichiatria»

«Mi felicito con il direttivo della Società Italiana di Psichiatria che riesce ad avere statistiche tanto precise sul fatto che il 95% dei reati violenti è commesso da persone ‘normali’ – ha incalzato Meluzzi – Dubito molto che queste statistiche siano attendibili perché non vedo da quali fonti la Società Italiana di Psichiatria può attingere. La questione è molto semplice, se noi guardiamo alle carceri troviamo un altissima percentuale di pazienti in terapia psichiatrica. Basta scorrere le cartelle delle infermerie, troviamo farmaci vari come ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori dell’umore e sostanze sostitutive agli oppiacei ce n’è una quantità che, non vorrei essere approssimativo come la Società Italiana di Psichiatria, andrei stimando intorno al 30% e oltre dei detenuti il che mi fa pensare che la condizione di salute di coloro che commettono reati penali non sia così buona. Non è vero che solo i ‘sani’ commettono reati violenti, perché quando poi si fanno le perizie psichiatriche, anche in reati molto gravi, si trova poi una quantità di disturbi: di personalità, dell’umore, di ansia, ossessivo-compulsivi, dissociativi. Mi sembra che l’affermazione sia ideologica e priva di contenuto».

«Prendere un colletto bianco e metterlo in carcere con quattro extracomunitari violenti»

«In carcere si distribuiscono psicofarmaci come si distribuisce latte – ha aggiunto Meluzzi – Tutto per diminuire insonnia, conflittualità e senso claustrofobico. Devo dire che i carceri sono ormai dei lazzaretti dove coabitano persone fra di loro eterogenee perché vanno in carcere lo spacciatore nigeriano, il femminicida, l’assessore al bilancio in attesa di essere sentito dal GIP. Si verifica lo stesso che si verificava un tempo nei manicomi. Prendere un colletto bianco e metterlo in una cella con quattro extracomunitari violenti, uno spacciatore marocchino, uno stupratore nigeriano e un mafioso è un ottimo strumento per fargli raccontare qualsiasi cosa», ha concluso Meluzzi.

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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