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I retroscena della lunga permanenza di Renzi al Quirinale

Nella storia repubblicana non c’è un precedente neanche lontanamente simile al lungo colloquio intercorso tra il Capo dello Stato e il Presidente in pectore per la definizione della lista dei ministri. Non poteva non scatenarsi una ridda di ipotesi e retroscena sull’avvicendarsi di nomi nelle diverse caselle variabili dei ministeri. Rispetto alle univoche previsioni il cambio più clamoroso risulta quello del Dicastero della Giustizia, dove Matteo Renzi, raccogliendo le indicazioni provenienti dal mondo dei social network, avrebbe indicato il noto magistrato antindrangheta Nicola Gratteri, mentre alla fine è stato nominato il dirigente del PD Andrea Orlando già Ministro per l’Ambiente nel governo Letta.

Napolitano Trattative Governo Renzi

 Sembrava che Nicola Gratteri piacesse a tutti, sia alla più vasta opinione pubblica che ai partiti che compongono la maggioranza, insomma un sostegno quasi unanime. Si potrebbe pensare che sia stato l’autorevole magistrato a rifiutare la proposta, ma più probabilmente la sua nomina è caduta negli approfondimenti tra il Presidente della Repubblica e il neo premier. Insomma Matteo Renzi ha scambiato il coraggio con la prudenza, adottando la moderazione di scegliere un uomo di partito piuttosto che una personalità indipendente come un PM antindrangheta.

Giorgio Napolitano avrebbe convinto Renzi sul Dicastero di via Arenula, ma ha dovuto abbozzare davanti alla sua volontà di segnare un punto di discontinuità sulla Farnesina, dove il capo dell’esecutivo ha voluto la nomina della giovane Federica Mogherini come nuovo Ministro degli Esteri. Nel passaggio di fase dai tecnici ai politici il ruolo di persuasione del Presidente della Repubblica non oscura la stella di Matteo Renzi, ma ne rende un po’ più confuso il suo profilo, visto che anche la trojka economica dei ministeri dell’Economia, dello Sviluppo e del Lavoro è composta dalle personalità di Padoan, Guidi e Poletti che probabilmente non erano le scelte ideali del nuovo Presidente del Consiglio.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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