di Alessandro Cirinei

I ricchi Italiani stentano per colpa della crisi


 

La crisi finanziaria colpisce tutti ed in particolar modo le classi meno abbienti. Le famiglie più giovani (fino a 34 anni) hanno avuto un calo nel proprio reddito annuo di ben 20 punti percentuali nell’arco di tempo che và dal 1987 al 2008.

Stesso calo c’è stato se guardiamo le classi sociali, dove sono gli operai ad avere avuto il maggior peggioramento in questo arco di tempo (-17,9%), particolarmente del Sud Italia.

Cresce invece la condizione degli anziani e dei pensionati di ben del 36,2%, chiaro indice di una società che invecchia in modo poco organico dal punto di vista economico.

Se prendiamo in considerazione invece questi ultimi tempi falcidiati dalla crisi, risulta evidente come in Europa ed in particolar modo in Italia, cala soprattutto il patrimonio dei ricchi. Analizzando il “Global Wealth Report” risulta chiaro come la ricchezza si stia spostando fuori dall’Europa.
Dando uno sguardo all’Italia, se prendiamo in considerazione il patrimonio costituito da depositi, liquidità, azioni ed operazioni finanziarie ed immobiliari, viene fuori uno scenario sorprendente in quanto ben 274 mila ricchi dall’elite dei mega-ricchi nel periodo che va da Luglio 2011 a Giugno 2012. In generale in Europa i patrimoni globali sono calati da 12.300 miliardi di dollari a 10.900.

Resta il fatto che i 10 uomini più ricchi d’Italia hanno un patrimonio uguale ai 3 milioni più poveri e che, in ogni caso, sono 700.000 italiani che hanno un patrimonio oltre i 500.000 euro e 250.000 quelli che superano il milione di euro senza considerare gli immobili di proprietà.

Numeri importanti ma, come detto, in netto calo mentre fioriscono i nuovi ricchi in paesi come Cina, Russia ed Emirati Arabi. Dominano la classifica dei milionari, che nel mondo sono quasi 29 milioni, gli Stati Uniti e proprio la Cina, dove sono tanti ad arricchirsi in pochissimo tempo.

L’unica notizia positiva riguarda ovviamente il settore del lusso, in Italia sicuramente florido vista la qualità in mercati come la moda, il design d’interni, la nautica, le supercar ed i gioelli. Un’efficace organizzazione per l’export può infatti permettere di assicurarsi profitti significativi.

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