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I senzatetto e il freddo: un’emergenza continua

Ormai è questa la prassi di ogni inverno: i senzatetto non riescono ad affrontare le insidie del gelo, che ogni anno stronca coloro che fanno solo di una coperta o di uno scatolo il proprio rifugio anti-freddo. Ognuno li chiama a modo suo: senzatetto, marginali, barboni, ma la realtà è una così come il loro destino: non hanno gli strumenti per proteggersi dalle temperature polari notturne e cercano rifugio dove possono, dai buchi delle metropolitane alle panchine delle strade di periferia. Molti di loro ricevono cura dalle associazioni di assistenza, ma molti non ce la fanno.

L’ultima vittima del 2012 è stato un senza tetto, immigrato dall’Est Europa, trovato sulla panchina esterna dell’ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano il 31 dicembre scorso. L’uomo, la cui identità non è stata ancora accertata, si era recato all’ospedale per cercare riparo dal gelo e si era adagiato sulla panchina dove, all’alba, è stato rinvenuto da un infermiere della struttura, che lo ha trovato rannicchiato e già senza vita.

I casi del genere aumentano vertiginosamente rispetto agli scorsi anni, la Croce Rossa afferma che il numero dei barboni soccorsi mediamente ogni notte è più che raddoppiato rispetto agli inverni passati. Troppi coloro che hanno trascorso il Natale lontano da un pasto caldo e un camino e basta fare un giro nelle periferie e nelle stazioni delle città per trovarli lì, rannicchiati e a rischio assideramento.

Possibile non ci siano strutture o associazioni pronte a far fronte a tale emergenza?  Mancanza di pietà o di fondi? Le associazioni e i volontari pronti a prestare soccorso ai più sfortunati ci sono ma spesso le strutture non sono in grado di accoglierli tutti e soprattutto diventa difficile soccorrere chi non vuole dire neppure il proprio nome. Inoltre molti barboni non vogliono lasciare i propri cani e non accettano nessun posto dove dormire se devono separarsi dal loro unico amico a quattro zampe. Ma non è facile trovare strutture disposte ad ospitare anche i cani insieme ai senza tetto, perchè non sarebbe rispettoso per gli altri assistiti.

Ma in questo truce contesto non bisogna dimenticare i numerosissimi volontari che durante queste festività hanno portato pasta calda, bevande e coperte agli accampati, prestando il loro servizio dalle 21 alle 24, senza mai fermarsi, nemmeno la notte di Natale. L’emergenza c’è ed è un problema i tutti,deve insinuarsi nelle nostre coscienze: non è giusta questa differenza tra salvati e sconfitti, tra forti e deboli;certamente il freddo non può diminuire, ad aumentare deve essere un comune senso di solidarietà.

Written by Mattia Preziuso

Nato ad Avellino, 21 anni, appassionato di sport, prevalentemente calcio. Studente di Farmacia presso l'Università degli Studi di Fisciano e già collaboratore di altri siti. Segue con particolare attenzione notizie utili e sport.

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