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Il 2012 delle Brutte Notizie ci Saluta con la Gioia di Calevo. Che sia di Buon Auspicio

Fine del 2012 che era iniziato con il governo dei professori chiamati al capezzale di un Paese che stava affondando. Fine del 2012 che proprio con un naufragio, drammaticamente vero, aveva era cominciato. La notte del 13 gennaio, la Costa Concordia come l’Italia, inclinata su un fianco, pachiderma ferito a morte dall’inettitudine del comandante. Ci furono 32 morti, quel maledetto venerdì sera all’Isola del Giglio.

Se ne va senza lasciare rimpianti un anno di morti sul lavoro, di oltraggi alle donne ripetuti con puntualità devastante e che addolora. Ci sono stati anche i sorrisi. Li ha regalati lo sport. Alle Olimpiadi abbiamo fatto incetta di medaglie. Anche qui non possiamo star fuori dalla metafora. Perché c’è una parte nobile di questa nostra amata Italia, che lavora con passione e sacrificio, quotidianamente. E vince. Perché questo non è solo il Paese dei furbi.

E’ anche il Paese dei furbi, ma non esclusivamente quello. Sorrisi anche dalla Nazionale di Calcio che è arrivata in finale a Euro 2012 prima di essere asfaltata dalla Spagna in un epilogo che poteva e doveva essere gestito meglio. Eppure anche lo sport ci ha fatto piangere. E non solo di gioia. La morti in campo di Vigor Bovolenta e Piermario Morosini hanno sconvolto l’opinione pubblica. Quella del calciatore del Livorno ha avuto un impatto mediatico incredibile perché avvenuta in diretta tv.

Il 2012 infinito proprio in extremis ci ha portato via anche il premio Nobel Rita Levi Montalcini. Poi, come un gol liberatorio che arriva in zona Cesarini, quando nessuno più se lo aspetta, ecco che l’anno vecchio prova a riscattarsi, a lasciarci un messaggio di speranza che quello che verrà: all’ora di pranzo del giorno di San Silvestro arriva la notizia della liberazione dell’imprenditore Andrea Calevo, rapito a Lerici due settimane prima. E’ la nemesi del 2012. Adesso è già tempo di progettare un futuro migliore.  Il primo test? A febbraio con le elezioni politiche.

(la foto in apertura è di futurology.it)

Written by Fabrizio Pucci

Fabrizio Pucci nasce nel 1970 a Livorno, città dove risiede. Nel 1984 pubblica il primo articolo, la presentazione della partita di calcio Livorno-Ancona. Dopo il Liceo inizia una serie di collaborazioni con radio e tv che con gli anni lo porteranno fino a Tele+ e Sportmediaset. Attualmente collabora con Il Tirreno di Livorno. Appassionato di Sport, non si perde una partita del 'suo' Livorno per lavoro, ma anche per amore della maglia amaranto. Pessimista di natura, perché è sempre meglio prepararsi al peggio per poi festeggiare il meglio.

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