di Alessandro Cirinei

Il crowdfunding prende piede anche in Italia


 

In un periodo in cui si parla molto di “Start Up” come attività da incentivare per il bene della ripresa dell’economia e per combattere la disoccupazione, non ci sono solo i provvedimenti presi dal governo Monti, che ha stanziato 200 milioni di euro e finalmente definito che cosa può essere considerato una start up.

Il crowdfunding è una formula di fund raising “fai da te”, dove si espone un progetto cercando persone in grado di offrire piccoli capitali per finanziare l’iniziativa, solitamente in cambio di una qualcosa di simbolico o persino di piccole quote.
All’estero, in particolar modo negli Stati Uniti, esistono molti siti che facilitano la promozione di progetti con lo scopo di ricevere finanziamenti ma in Italia siamo ancora molto indietro ed è per questo motivo che fioccano eventi ovunque.
settimana scorsa, Roma Start-up ha organizzato “Capitali Coraggiosi e Investor Day” presso il centro Eataly, con la presenza illustre del sindaco Gianni Alemanno e del presidente della provincia Nicola Zingaretti.
In questa sede la presenza istituzionale era finalizzata ad ottenere rassicurazioni sulle località dove far nascere un polo di start up. Apprezzatissima invece la presenza di Phil Wickham e Jason Best, due evangelizzatori in materia di crowdfunding. Wickman è attualmente CEO della Society of Kauffman Fellows, una fondazione interamente dedicata alla promozione e propagazione dell’innovazione e delle tecniche imprenditoriali che probabilmente lancerà una presenza anche a Roma.
Jason Best invece è il creatore del “Crowdfund Capital Advisors” ed è colui il quale ha persuaso Barack Obama a rendere questi tipi di finanziamenti perfettamente legali.

Tanti i premi messi in palio con varie formule. Molto conosciuta l’iniziativa TechCrunch Italia che è di scena al Globe di Villa Borghese, sempre a Roma, dove si sono registrati ben 1.000 partecipanti e la bellezza di 47 start-up selezionate dalla società di consulenza “Mind the Bridge”.
Anche le aziende si impegnano per monitorare start-up interessanti per il loro mercato di riferimento. E’ il caso di Vodafone e del suo progetto “Xone”, volto a selezionare start-up nel settore delle telecomunicazioni ed a scegliere quelle cui dare supporto sia finanziario che operativo.

Tra una settimana invece è di scena Crowdfuture, presso la Facoltà di Psicologia in Via dei Marsi 68 ancora a Roma. Questo evento è stato pensato dagli scozzesi di twintangibles di Glasgow insieme a nois3lab di Roma, “the hub” ed all’università “La Sapienza”.
Ospite d’eccezione sarà Dan Marom, co-writer del best seller “The Crowdfunding Revolution: Social Networking Meets Venture Financing”.
Durante l’evento ci saranno varie conferenze in cui saranno presenti esperti di fundraising e soprattutto degli workshop in cui si analizzeranno le varie opportunità offerte da siti Italiani e stranieri e come approcciarsi per ottenere micro-finanziamenti di questo genere.

Una grande occasione per comprendere questo fenomeno sulla base di “casi di successo” realizzati attraverso iniziative svolte sulle maggiori piattaforme.
Quale modo migliore per “vendere” questo evento se non proprio attraverso la piattaforma di crowdsourcing più conosciuta in Italia? Si tratta proprio di Eppela, un sito in cui l’imprenditore può richiedere piccole somme di denaro in cambio di gadget, vantaggi ed incentivi di vario genere.

Su Eppela ogni progetto è descritto in dettaglio con un video obbligatorio. In questo caso specifico, il progetto di sostenimento dell’evento Crowdfuture può al momento contare su 66 sostenitori e sono stati raccolti oltre 5.000€, più del target che era di 4.000€.

Ecco il video del progetto Crowdfuture su Eppela:

In perfetto stile “crowdsourcing”, esistono numerosi livelli di finanziamento, alcuni con dei limiti. Vale la pena quindi la pena fare un salto a Roma per approfondire i trucchi ed i segreti di questa pratica innovativa per ottenere finanziamenti coinvolgendo più sostenitori possibile.

source photo: @teegardin

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