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Il padre di Alessandro Di Battista indagato: ha offeso il Presidente della Repubblica

Il padre di Alessandro Di Battista indagato per offese al Presidente della Repubblica. Offese al prestigio e all’onore di Sergio Mattarela. È questo il reato ipotizzato dalla procura di Roma in un fascicolo aperto già qualche giorno: il procedimento, al momento ancora a carico di ignoti, è stato aperto dopo il post su Facebook contro Sergio Mattarella riconducibile a Vittorio Di Battista, il papà dell’ex deputato grillino Alessandro. Che, proprio nei minuti in cui il figlio si scagliava pubblicamente contro il Capo dello Stato, su Facebook aveva scritto: “Mister Allegria, fai il tuo dovere e non avrai seccature”. Era il 23 maggio. Il post poco dopo era stato rimosso, ma varrà comunque al padre dell’esponente Cinque Stelle l’iscrizione nel registro degli indagati, dopo gli accertamenti dei carabinieri per identificare l’autore del post.

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Offese al presidente della Repubblica sui social network: interviene la polizia postale

Nelle ultime ore, dal momento della rinuncia del professore Giuseppe Conte, gli insulti via social al presidente Mattarella sui social si sprecano. C’è chi gli augura la stessa fine del fratello Piersanti, ucciso dalla Mafia nel 1980: “Finirai come tuo fratello”, chi dice “hanno ucciso il Mattarella sbagliato”.  E i pubblici ministeri di piazzale Clodio stanno monitorando la situazione per valutare se fare confluire tutto in un unico fascicolo o se, invece, per questi ultimi (e molti altri) ipotizzare reati più gravi.

Alessandro Di Battista a Otto e Mezzo: “Il Quirinale mente”

“Questa è la mia verità: Mattarella nelle prime settimane si è comportato in modo corretto; se c’è stata una crisi istituzionale è anche colpa sua perché ha posto la firma in una legge elettorale. Noi abbiamo trovato subito un accordo con il Governo di Lega, il Pd ancora deve fare autocritica. Di Maio ha sentito Salvini e con lui abbiamo avanzato la proposta di far due nomi diversi: ‘Bagnai e Siri’. Il Quirinale ha smentito e per quanto mi riguarda il Quirinale – rispetto a questa circostanza – mente. Se questo è passibile di reato vilipendio mi assumo le mie responsabilità.” 

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