di Angelo Faustino Russo in

Il tiramisù è nato a Treviso: la città vuole il copyright


 

Si chiama Ada Camoel e gestisce un ristorante al centro storico di Treviso. È lei inventrice del tiramisù. Ora il governatore Zaia vuole chiedere il riconoscimento di “Specialità tradizionale garantita”.

Se la pizza è napoletana, la amatriciana è romana, i tortellini sono bolognesi e lo zampone è modenese, allora il tiramisù è trevigiano.

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A chiederlo è il Presidente della Regione Veneto, Zaia, che paragona il dolce nato a Treviso come la pizza per i napoletani: “Presenteremo il dossier per ottenere la dichiarazione di tipicità a fronte delle tante imitazioni che girano“. Queste le intenzioni di Zaia, che rivendica la paternità (anzi maternità) del più buono tra i dessert al mondo ad opera di Ada Campeol, una ristoratrice del trevigiano che nei lontani anni ’70, mentre stava allattando il proprio bambino, pensò di elaborare un dolce al cucchiaio ricco di proteine di latte, carboidrati e di caffeina per ricaricarsi di energia.

E così nacque il primo tiramisù, il cui nome è legato proprio alle caratteristiche del dolce. Ma Ada Campeol, attuale proprietaria del ristorante “Alle Beccherie” situato nel centro storico di Treviso, non ha fatto tutto da sola. A darle una mano fu il cuoco Roberto Linguanotto (detto “Loli”) anch’egli tuttora in attività e, quindi, testimoni diretti della loro invenzione, apprezzata in tutto il mondo come nessun altro prodotto fino ad ora.

La Regione Veneto, quindi, si farà carico di chiedere il riconoscimento della tipicità del celebre dessert come dolce di Treviso e presenterà la relativa domanda ufficiale. “È giusto e doveroso chiedere il riconoscimento territoriale di questa specialità sia come suggello di un evento storico, sia come motivo ulteriore di valorizzazione di Treviso e del Veneto nel settore alimentare” queste le parole di Zaia, che aggiunge: “si tratta di prodotto che oggi rischia di avere tanti padri e troppe versioni che non rendono giustizia all’impegno e all’inventiva del luogo che l’ha visto nascere, alla luce peraltro di tradizioni dolciarie che hanno fatto da terreno di coltura al vero Tiramisù“.

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Secondo il governatore del Veneto il riconoscimento della tipicità è un obiettivo né improbabile né impossibile, proprio come lui stesso si è preoccupato di fare per assegnare alla pizza napoletana la sigla di Stg (Specialità tradizionale garantita) quando era Ministro delle Politiche Agricole.È un processo che richiede impegno – continua Zaia – ma dobbiamo far sapere qual è l’originario Tiramisù di Treviso a fronte delle tante varianti che si sono liberamente sviluppate in tutto il mondo, traendo ispirazione dall’intuizione dolciaria dei suoi creatori; i quali, voglio ricordarlo, hanno realizzato il Tiramisù quando Ada Campeol stava allattando il suo primogenito proprio per dare a lei e a tutti una dolce energia“.

Staremo a vedere come si concluderà questa battaglia. In fondo è più che giusto riconoscere la paternità di una specialità culinaria tipica italiana (e non solo Veneta) che si va ad aggiungere all’immensità di ricchezze gastronomiche (e non solo) delle quali il nostro Bel Paese ne è la patria.

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