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Ilva news, Di Maio parla di gara truccata e pasticcio dello Stato, Calenda ‘mostra’ le carte

Il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier, Luigi Di Maio, inveisce contro la procedura di vendita dell’Ilva ad ArcelorMittal dicendo che è stato fatto un “pasticcio” e prova a ricucire i rapporti con il ministro dell’Economia Tria, assicurando che “nessuno ne ha chieste le dimissioni”  Di Maio ha riferito a una Camera praticamente deserta, anche nei banchi della maggioranza – su quelli dell’opposizione c’erano Sensi, Vazio, Cenni, Del Barba, Pellicani – a seguito della relazione dell’Anac di Cantone che ha segnalato al Mise “criticità” nell’aggiudicazione dell’acciaieria, rimettendo nelle mani del governo la decisione finale sul procedere o meno. Il ministro ha spiegato che nella procedura “è stato leso il principio della concorrenza”: “La procedura è stato un pasticcio, le regole del gioco sono state cambiate in corsa”. Ha parlato dei rilievi dell’Anac come “macigni”, critiche “gravissime”.

Ilva news, Di Maio mette sotto accusa il Mise?

Commentando la risposta dell’Autorità anticorruzione, Di Maio ha detto che “se la procedura fosse stata corretta, ci sarebbero state molte più offerte e molte più offerte e tutte migliori anche quella di Arcelor”. Ha infatti rimarcato che “l’offerta di AcciaItalia guidata dal gruppo Jindal era la migliore, ma nel bando metà del punteggio era dato al prezzo” e non al piano ambientale e alla salute. “Per questo è stata scelta Arcelor”. Dalla quale ha ribadito che “nelle prossime ore dovrebbe arrivare una controproposta” per migliorare il piano. Il vicepremier ha comunque annunciato che chiederà “subito chiarimenti ai commissari” su tutta la vicenda e avvierà “un’indagine all’interno del ministero”. Inoltre, Di Maio chiederà “subito un parere all’Avvocatura dello Stato. Non possiamo continuare a fare finta di niente” e “intendiamo andare fino in fondo per fare chiarezza”.Ultimi sondaggi elettorali, SWG: percentuali dei partiti se si votasse oggi 9 maggio 2018

Calenda su Facebook mostra le carte su Ilva

Sulle dichiarazioni di Di Maio è intervenuto il suo predecessore, Carlo Calenda, che ha seguito da vicino la vicenda Ilva. Che l’Autorità anticorruzione abbia bloccato la procedura di gara per la cessione di Ilva “è una beata menzogna. Anac dice la gara è valida. Può essere annullata sul principio di interesse generale (può sempre essere annullata sulla base di questo principio). Se volete farlo accomodatevi”, ha twittato l’ex ministro.

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