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Imola cadavere uomo in discarica, la terribile ipotesi: “Picchiato e gettato nel cassonetto”

Imola cadavere trovato in discarica rifiuti ultime notizie: la vittima è il 43enne tunisino Makram Ayari, e secondo le indiscrezioni sulle indagini che stanno emergendo in queste ore sarebbe stato “picchiato e gettato in un cassonetto”. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto del tutto casualmente lo scorso 6 marzo in un impianto di stoccaggio rifiuti indifferenziati nel complesso della discarica Tre Monti di Imola. Il fratello della vittima non si dà pace: “Quando ho sentito che il suo corpo era in un cassonetto dell’immondizia mi è girata la testa. Ancora non sono riuscito a capire quello che è successo veramente”, ha dichiarato a Il Resto del Carlino, “Conosco mio fratello ed è impossibile che si sia infilato in un bidone dell’immondizia. Probabilmente, ha litigato con qualcuno ed è stato picchiato”.

L’uomo, si è appreso, aveva problemi di alcolismo ma suo fratello ritiene poco verosimile l’ipotesi avanzata finora dagli inquirenti ovvero che Makram Ayari dopo una sbornia si sia infilato all’interno di un contenitore del pattume  che, caduto in un torpore profondo, sia finito senza rendersene conto in un camion dotato di macchina compattatrice, e poi nella discarica di via Pediano.

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CADAVERE UOMO IN DISCARICA A IMOLA

“Non viveva più con la moglie da ormai quattro anni … Ultimamente stava in una casa abbandonata a Castel San Pietro Terme con alcuni marocchini. Poi ha conosciuto diverse persone che bevono e non fanno nulla durante il giorno. E così anche lui si ‘sfogava’ con l’alcol. Io ho cercato di aiutarlo per tanto tempo, l’ho anche ospitato in casa, ma alla fine faceva sempre di testa sua” – ha poi rivelato il fratello – “Makram era uno che rideva e scherzava sempre, in fondo era una buona persona. L’ultima volta che l’ho visto era sabato scorso, e mi ha detto che voleva tornare in Tunisia”. L’uomo voleva tornare a casa, ricongiungersi con i genitori e gli altri tre fratelli. E mentre gli accertamenti sono in corso per far luce sulle cause del decesso del 43enne tunisino, la famiglia attende dalla procura arriverà il nullaosta per le esequie del 43enne: “La salma di Makram tornerà a casa”.

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