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Imu, redditometro e patrimoniale, da Berlusconi a Grillo

Berlusconi: tolgo l’IMU e aiuto le piccole medie imprese che assumano giovani. Non si sa con quali soldi, si dimentica che l’Imu l’ha votata (senza opporsi troppo come vuol far credere) e non si capisce cosa ha realmente impedito una politica di sviluppo quando è stato al governo. “Nelle liste poi il rinnovamento tanto sbandierato è assicurato. Ci sono stati molti passi indietro: Cosentino, Dell’Utri, Papa, Milanese. Però Cesaro, Verdini, Gasparri, Mussolini ed altri volti nuovissimi volti della politica sono ancora lì.” Interminabili e instancabili le pretese di modifica dell’architrave costituzionale e gli attacchi alla magistratura. E poi l’appello al voto utile. Un film già visto. Noioso, ripetitivo e in-credibile.

Sondaggi Elezioni 2013

Bersani: Patrimoniale si, no, ni. Si vocifera di un patto Vendola e Monti (quindi il centro) che non si capisce come possano stare insieme in un futuro governo. È come mettere insieme Landini e Marchionne. Il partito, fa le primarie con le delega, mette alla porta alcuni, solo alcuni, impresentabili grazie anche all’appello di Franca Rame e del FQ. Contenuti? Zero. Attendiamo con ansia. Confusione.

Ingroia: ineleggibile a Palermo perché ha svolto l’attività di magistrato sul territorio ma si candida lo stesso in Sicilia. Senza contare che poi non si dimette da magistrato, ci sono state polemiche nella composizione delle liste con Salvatore Borsellino, con il fondatore del popolo viola, tra gli altri, che hanno preso le distanze. Ha riciclato Di Pietro (tre o quattro fedelissimi), qualche vecchio comunista, Favia in aperto contrasto con il M5S forse perché già mirava ad una terza legislatura che lo statuto del MoVimento non gli permetteva. Rimandato.

Casini: “siamo la novità politica”. Agghiacciante: è l’unico commento che mi sovviene. Non so da quanti anni sta in Parlamento a dare il suo contributo responsabile a spese nostre. Ovviamente anche qui ci si tiene sul vago e contenuti zero. A parte una serie di “no” ai temi etici tipicamente filo- vaticani. Amen.

Monti: obiettivo: salire, o meglio: “salirò, salirò, salirò…”al Quirinale però. Non si candida, dovrebbe dimettersi da senatore per farlo, chi glielo fa fare? Presenta la sua agendina (chi mi vuole mi segue: questo è il senso), ripudia in parte l’IMU, il redditromentro, rivendica una credibilità internazionale riacquisita, e lo spraed ai minimi. Che Dio ce ne scampi.

M5S: Grillo continua a fare dichiarazioni provocatorie come “abolire i sindacati”. Riempie le piazze, si tiene lontano dai talk e dalla tv. Vive con la gente e in rete. Travisate alcune dichiarazioni su Casapound, e costantemente bersagliato e strumentalizzato. Intanto in Sicilia si mantengono le prime promesse agli elettori, e il web ironizza su Pizzarotti sindaco di Parma. Prudenza

Lega: 75% di tasse sul territorio. Giusto o sbagliato che sia anche qui non si capisce cosa abbia impedito di farlo quando erano al governo. Per avere la Lomabardia hanno digerito anche un alleanza (visto anche le molte giunte che il pdl aveva minacciato di far cadere) con il Cavaliere. Ambrosoli vuole rovinare la festa.

Insomma senza voler citarne altri tra i quali Vendola, Fini, i “Fratelli d’Italia”, e così via, possiamo dire con ragionevole certezza che siamo di fronte ad una commedia che non meritiamo. Il tutto è dettato, ma non giustificato, da una legge elettorale indegna che potrebbe generare ingovernabilità al Senato

Tutti vogliono togliere l’Imu, ma la domanda è chi l’ha messa e perchè? L’hanno messa tutti e la scusa era: non ci sono soldi. E il redditromentro con annesso terrore fiscale? Chi l’ha messo? Nessuno sa niente. L’ha pensato Tremonti e messo a punto il Governo Monti o l’avrà messo qualcuno a sua insaputa? L’unico risultato prodotto è che i consumi sono diminuiti, una volta in più.

Ma i soldi non si potevano prendere dove c’erano. Certo che no. Perfino io saprei indicare dove sono i soldi, subito, nell’immediato. Cominciamo dal dimezzamento dei costi della politica (rimborsi, indennità, ecc..), aboliamo le Province, diciamo un no definitivo al Tav e al ponte sullo stretto. Chissà quanti MILIARDI di euro avremmo recuperato. Sempre più teatrino.

Cabaret

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