di Michele Iacovone in ,

Infarto sintomi: come capire se si tratta di scompenso o arresto cardiaco



 

Infarto, scompenso e arresto cardiaco non sono la stessa cosa: quali sono le differenze e i sintomi da tenere sotto controllo?

Infarto scompenso e arresto cardiaco sintomi e differenze

Infarto sintomi: come capire se si tratta di scompenso o arresto cardiaco

Infarto, scompenso e arresto cardiaco non sono la stessa cosa, ma le malattie cardiovascolari sono responsabili, secondo i dati e le statistiche diffuse dall’Istituto Superiore di Sanità, del 44 per cento dei decessi registrati in Italia. Anche nel resto del mondo la situazione non è dissimile da quella nostrana: circa 17 milioni di persone, infatti, muoiono per problemi cardiaci.

Lo scompenso può comportare l’infarto, che a sua volta potrebbe causare l’arresto cardiaco. Per infarto si intende l’interruzione del flusso sanguigno al miocardio e, ovviamente, può essere letale. Nei casi in cui non lo fosse, bisogna comunque chiamare immediatamente i soccorsi, si ricorda che i sintomi sono i seguenti: dolore al petto, al collo, alle braccia, alla mascella, alla schiena o alle spalle, sensazione di testa leggera, fiato corto, nausea, vomito. Tra i fattori di rischio si annoverano: fumo, alcool, droghe, alimentazione ricca di grassi e in alcuni casi la lacerazione di un’arteria.

Diverso, invece, l’arresto cardiaco. In questo caso si tratta di un problema di natura elettrica che comporta l’interruzione istantanea del battito cardiaco. Oltre all’infarto come probabile causa, vi possono essere anche fattori genetici o anomalie. Il battito cardiaco quindi si interrompe provocando un collasso che potrebbe risultare fatale per la persona colpita. Per scompenso cardiaco, invece, si intende l’incapacità del miocardio di pompare sangue in tutto il corpo a un livello efficiente. Tra i fattori rischio troviamo il diabete, l’obesità e malattie coronariche.

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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