di Michele Iacovone in ,

Infezioni sessuali: tra gli adolescenti i casi sono in aumento


 

Le infezioni sessuali, complice la stagione estiva, sono in aumento tra gli adolescenti: ecco i dati pubblicati durante la nona edizione di Icar tenutasi a Siena

Infezioni sessuali in aumento tra gli adolescenti, ecco per quali motivi

Aumentano le infezioni sessuali tra i giovani, soprattutto durante la stagione estiva. A esserne maggiormente colpite durante le vacanze sono le donne. Tra le malattie più comuni, oltre all’HIV anche molti casi di Sifilide, circa il doppio rispetto alla media. Un adolescente su due, infatti, non utilizza le dovute precauzioni durante il rapporto. I centri di malattie infettive, negli ultimi anni, hanno registrato un significativo incremento dei casi di contagio da malattie sessualmente trasmissibili.

Moltissimi casi riguardano contagi da Sifilide, negli ultimi anni le infezioni sono quasi raddoppiate e gli infettivologi lanciano l’allarme. I dati sulla situazione sono stati presentati durante la nona edizione di Icar tenutasi a Siena quest’anno, alla presenta di circa mille delegati sia italiani che esteri. Esistono, poi, altre infezioni sessuali meno gravi ma comunque pericolose, ha spiegato il professore e direttore Malattie Infettive dell’Università di Siena, Andrea De Luca. Tra queste spicca la Clamidia, ma le conseguenze possono essere, in generale, molto sfavorevoli e causare anche infertilità femminile.

L’infezione sessuale più diffusa è quella da papilloma virus: alcuni dei ceppi di questo virus possono causare il cancro alla cervice dell’utero, all’ano e la condilomatosi e per questo motivo bisognerebbe optare per la vaccinazione gratuita per gli adolescenti, estesa anche ai giovani maschi. Il periodo più a rischio è proprio quello delle vacanze, momento in cui i rapporti occasionali aumentano: infatti, subito dopo i mesi estivi si registra sempre un picco di casi.

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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