di Paola Stigliano in ,

Influenza in gravidanza: cosa prendere


 

Influenza in gravidanza: sintomi e cosa prendere Si stima che, durante le festività natalizie, circa un milione di italiani abbia contratto l’influenza. Tuttavia, è proprio in questi giorni, come anticipato dagli esperti, che l’influenza è effettivamente entrata nel suo picco massimo per l’anno 2016/2017. Influnet conferma il dato, considerando che il numero di italiani a letto […]

Influenza in gravidanza: sintomi e cosa prendere

Si stima che, durante le festività natalizie, circa un milione di italiani abbia contratto l’influenza. Tuttavia, è proprio in questi giorni, come anticipato dagli esperti, che l’influenza è effettivamente entrata nel suo picco massimo per l’anno 2016/2017. Influnet conferma il dato, considerando che il numero di italiani a letto con l’influenza è ora raddoppiato. Tra i sintomi più frequenti, vi sono come sempre febbre, spossatezza, emicrania, nausea, inappetenza, diarrea, vomito, dolori muscolari e articolari. Sono sintomi dell’influenza anche congestione nasale, mal di gola, raffreddore e tosse. Le donne oltre il terzo mese di gravidanza sono, come anziani e bambini al di sotto dei 6 anni, soggetti considerati a rischio. Infatti, come spiega Irene Cetin, responsabile dell’U.O. di ostetricia e ginecologia presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano e Professoressa dell’Università di Milano, “una donna in gravidanza è più vulnerabile della norma perché, con la crescita del feto, vi sono una serie di adattamenti dell’apparato cardio-respiratorio che limitano le sue capacità di difesa”. Quando si contrae l’influenza in gravidanza, i medici consigliano il paracetamolo.

Influenza in gravidanza: come si cura

L‘influenza in gravidanza e la conseguente assunzione di paracetamolo non comportano gravi conseguenze, come il rischio di malformazioni oppure di aborto, per il feto. Prima che l’influenza passi, che si segua o meno una cura che prevede l’assunzione di farmaci, sono necessari diversi giorni. In questo periodo, è consigliabile evitare luoghi pubblici fino a che non si guarisce completamente. In genere, è sufficiente una settimana. Il medicinale consigliato per chi ha l’influenza in gravidanza è il paracetamolo: ha funzione antifebbre e antidolorifica, grazie all’azione combinata di Vitamina C, caffeina, prometazina, feniramina e antistaminici. Si tratta di un farmaco molto utilizzato per contrastare i sintomi dell’influenza, anche nei casi più comuni. Tuttavia, prima di assumerlo, specialmente in gravidanza, è consigliabile consultare il medico. Inoltre, è bene informarsi su eventuali allergie a medicinali e relativi principi attivi. Nel momento in cui i sintomi dell’influenza, nonostante la terapia seguita, non dovessero essere passati in pochi giorni, è necessario rivolgersi nuovamente al medico: è probabile che si renda necessaria l’assunzione di antibiotici specifici per contrastare l’infezione di origine batterica.

Influenza in gravidanza: prevenzione

Seguire adeguate norme igieniche, dal lavare spesso le mani al portare le mani davanti alla bocca quando si tossisce, considerando che l’influenza si trasmette attraverso le vie respiratorie, è fondamentale. La vaccinazione contro l’influenza è uno strumento di prevenzione che si consiglia, in particolar modo, ai soggetti considerati a rischio. I medici confermano il fatto che la vaccinazione contro l’influenza possa essere fatta anche in gravidanza. Tra gli effetti collaterali del vaccino in gravidanza, figurano soltanto quelli che vengono elencati a chiunque si sottoponga alla vaccinazione. Si parla, dunque, di febbre e dolore nel punto in cui è stata effettuata l’iniezione. Quest’anno, come spiegato da Caterina Rizzo, medico epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, “l’influenza colpisce in maniera severa soprattutto la popolazione anziana”.

Image credit: dw-lifestylefotografie/Pixabay

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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