di Corinna Garuffi in , ,

Infortunio sul lavoro 2017: come funziona? Denuncia INAIL, risarcimento e informazioni utili



 

Sapete già cosa deve fare il lavoratore in caso di infortunio sul luogo del lavoro? Ecco le regole da seguire e tutte le informazioni utili, dalla denuncia alla retribuzione, fino all’eventuale risarcimento

Infortunio: come funziona la denuncia Inail, cosa deve fare il lavoratore

Sapete come comportarvi in caso di infortunio sul lavoro? Con questo termine si indica ogni tipo di incidente avvenuto “in occasione di lavoro” che abbia come conseguenze l‘inabilità al lavoro per più 3 giorni, l’inabilità permanente o la morte.

Quando si parla di “infortunio sul lavoro”

L’INAIL tutela i lavoratori che subiscono infortuni avvenuti sia sul luogo di lavoro sia durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro (quello comunemente detto infortunio “in itinere”). Lo stesso nel caso in cui l’episodio traumatico si verifichi durante gli spostamenti da un luogo di lavoro a un altro, oppure nel corso del tragitto previsto per consumare i pasti. E’ importante sapere che le eventuali interruzioni e deviazioni del normale percorso non rientrano nella copertura assicurativa a eccezione di alcuni casi particolari, come meglio specificato nell’informativa ufficiale.

Quali sono gli infortuni esclusi dalla tutela? Come si legge nell’informativa a cura dell’Inail, sono esclusi quegli infortuni “che derivano da un comportamento estraneo al lavoro, quelli simulati dal lavoratore o le cui conseguenze siano dolosamente aggravate dal lavoratore stesso”.

Cosa deve fare il lavoratore e come funziona la pratica

Il lavoratore che subisce infortunio sul lavoro deve darne immediata comunicazione al datore di lavoro e poi dirigersi il prima possibile al pronto soccorso: è compito del medico ospedaliero, infatti, rilasciare un primo certificato medico, che il lavoratore dovrà consegnare al datore di lavoro. E’ importante sapere che il lavoratore infortunato, prima di tornare sul posto di lavoro, dovrà recarsi presso uno degli ambulatori Inail, chiudendo la pratica di infortunio Inail oppure ottenendo un nuovo certificato. Nei giorni successivi il lavoratore riceverà dall’Inail un questionario dettagliato in cui dovrà descrivere la dinamica dell’incidente e che dovrà essere rispedito al mittente completo di documento d’identità.

Cosa deve fare il datore di lavoro?

Nel caso in cui i giorni di prognosi superino i tre oltre la giornata in cui si è verificato l’infortunio, il datore di lavoro deve denunciare l’infortunio all’Inail utilizzando il nuovo modello da trasmettere per via telematica: trasmissione che deve avvenire obbligatoriamente entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico. In caso di infortunio mortale o con pericolo di morte, l’evento traumatico va segnalato entro 24 ore e con qualunque mezzo che consenta di comprovarne l’invio.

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Retribuzione: cosa bisogna sapere

Per quanto riguarda la retribuzione, nei primi 4 giorni di assenza il lavoratore percepisce il 100% della paga; nei successivi 3 giorni la retribuzione percepita scende al 60%. Dal 5° giorno in poi sarà l’INAIL – e non il datore di lavoro – a pagare l’indennizzo al lavoratore, al 60% della retribuzione fino al 90° giorno e al 75% della retribuzione dal 91° giorno e fino alla completa guarigione del lavoratore infortunato. L’indennizzo viene pagato tutti i giorni, compresi i festivi; per informazioni più precise, fate riferimento al portale ufficiale dell’Inail o chiamate il contact center 803.164 da telefono fisso (lunedì-venerdì ore 8-20; sabato e prefestivi ore 8-14).

Risarcimento: quando è previsto

Quando il datore di lavoro ha applicato tutte le norme di sicurezza e l’episodio che ha causato l’infortunio va oltre la ragionevole prevedibilità degli eventi, il lavoratore spetta solo il diritto di essere indennizzato dall’INAIL. Nel caso in cui il danno derivi invece da una responsabilità del datore di lavoro che non ha assicurato le condizioni di sicurezza necessarie ad evitarlo, il lavoratore può agire contro il datore per ottenere un risarcimento: risarcimento che è limitato al danno differenziale, cioè al danno ulteriore non coperto dall’indennizzo INAIL. A tal fine il lavoratore dovrà  provare la violazione degli obblighi di sicurezza da parte del datore e il nesso di causalità tra la condotta del datore di lavoro e il danno subito. Un esempio concreto? Se i danni subiti dal lavoratore sono pari a cento e l’INAIL ha indennizzato il settanta, allora il lavoratore ha subito un danno differenziale che potrà essere risarcito nella misura di trenta (fonte “Danno differenziale da infortunio sul lavoro”, Diritto24, da Il Sole 24 Ore).

Informazioni utili per tutti

Nel caso in cui i lavoratori abbiano necessità, possono rivolgersi ai patronati che, per legge, forniscono assistenza ai lavoratori infortunati a titolo gratuito.

In apertura: Image Credits Justire/Pixabay.com

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