di Paola Stigliano in , ,

Intervista a Luca Conti @Pandemia: errori comuni e consigli su web marketing e social media


 

Web marketing e social media sono due argomenti strettamente correlati: ne abbiamo parlato con Luca Conti, esperto del settore.

Creatore del blog @Pandemia e consulente, Luca Conti ha condiviso con i lettori di UrbanPost l’esperienza che lo ha portato ad essere un esperto del settore. Con l’intervista, la redazione di UrbanTech si concentra su due argomenti estremamente attuali e correlati tra loro: il web marketing e il mondo dei social media, da Facebook ed Instagram a Twitter.

Il 13 dicembre 2002 scriveva il primo post sul suo blog, Pandemia.info. A distanza di 14 anni, come ritiene che sia cambiato il mondo dei social? Qual è il mutamento più drastico, nel bene o nel male, che ha notato?

“Il cambiamento epocale è che ora due miliardi di persone sono abituate a condividere informazioni personali e opinioni online, in forma pubblica o privata. 14 anni fa gli strumenti erano acerbi e meno conosciuti. Oggi sono diventati veramente di massa, con tutte le conseguenze del caso”.

Come definirebbe, in poche parole, il “web marketing” ad un pubblico di giovani che stanno per lanciarsi in questo mondo?

“Il web marketing è l’uso di internet con lo scopo di promuovere e far conoscere un prodotto o un servizio. Comprende tanti strumenti diversi, da usare in maniera integrata, a seconda dell’obiettivo specifico che si vuole raggiungere”.

Qual è la chiave del successo, per crescere con costanza nel settore del web marketing?

“Partecipare attivamente, aggiornarsi sull’evoluzione delle piattaforme, applicarsi, sbagliare e imparare dagli errori, senza perdere il ritmo”.

Oggi, sui social, si ricorre anche alla “compravendita di follower”. Quanto contano realmente i numeri e, soprattutto, è controproducente comprare i seguaci?

“Inutile comprare follower perché è come parlare a un pubblico che se ne va quando comincia il film in sala. I numeri possono impressionare un cliente o un giornalista, ma se il seguito è inesistente, lo si scopre facilmente. Ciò che conta sul social web è il passaparola. Finti follower non generano passaparola”.

Facebook, Twitter e Instagram sono social utilizzati anche dalle aziende. Quali sono gli errori più comuni che ha notato tra le pagine di coloro che si affidano ai social media con uno scopo professionale?

“L’errore più comune è non ragionare sugli obiettivi di business che possono essere raggiunti con il social web. Esserci per esserci conta poco, se manca una strategia con obiettivi misurabili attraverso indicatori legati al business dell’azienda”.

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