di Michele Iacovone in

Invecchiamento: scoperta centralina che regola l’allungamento della vita


 

È stata scoperta la centralina che regola l’invecchiamento, secondo un team di scienziati, l’ipotalamo regolerebbe anche l’allungamento della vita

Invecchiamento, scoperta centralina che regola allungamento della vita

Un team di scienziati dell’Albert Einstein College, coordinato dal dottor Dongsheng Cai, ha scoperto nel cervello l’esistenza di una vera e propria centralina che regola l’invecchiamento. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature. Si tratta dell’ipotalamo, una struttura cerebrale del sistema nervoso con molte funzioni e che è in grado di agire tramite le sue cellule staminali.

Sarebbero proprio queste cellule a regolare l’invecchiamento e la comparsa dei segni tipici dell’avanzamento di età. In base al loro dosaggio, infatti, sono capaci di rallentare o accelerare questa condizione. L’ipotalamo regola la crescita, lo sviluppo, il metabolismo e la riproduzione e ha quindi un ruolo chiave nel processo d’invecchiamento. Come ha spiegato il dottor Cai: “Il loro numero cala naturalmente durante il corso della vita, con un’accelerazione nell’invecchiamento“. Ciò che risulta curioso, però, è che questo processo è reversibile: “Queste nuove cellule, o delle molecole da loro prodotte è infatti possibile rallentare, e perfino annullare alcuni effetti dell’invecchiamento nel corpo” ha aggiunto il dottor Cai.

I test condotti sui topi hanno avuto esito positivo, come ha spiegato il ricercatore Giuseppe Novelli dell’Università Tor Vergata di Roma: “Su alcuni di loro è stata bloccata la produzione dell’ipotalamo. In questo modo si è visto che gli animali sono invecchiati più in fretta e hanno vissuto meno. I ricercatori in questo caso non solo hanno dimostrato il ruolo dell’ipotalamo, ma hanno anche capito qual è il meccanismo con cui lo fa“. Ora, grazie a questa importante scoperta, potranno essere sviluppati farmaci specifici contro la demenza, una condizione che entro il 2050, secondo le stime, colpirà almeno 130 milioni di persone.

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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