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Investire nelle start-up innovative conviene

Una innovazione importante per facilitare ancora di più le iniziative imprenditoriali innovative che il governo Monti, e nella fattispecie, l’ex ministro Passera ha fortemente voluto.

Prima di tutto la legge introduce delle facilitazioni a livello di tassazione per chi desidera investire in una start-up cosiddetta innovativa, sia che si tratti di un privato o un business angel e sia che si tratti di un partner industriale o di un fondo di seeding. Per incentivare la capitalizzazione di start-up del genere infatti, chi investe potrà avere una riduzione del 19% delle imposte per questo anno ed i prossimi due.
L’investimento massimo annuale deve essere di 500mila euro per cui in ciascun periodo si può usufruire di una detrazione di massimo 95.000€. La legge prevede che l’investimento nella capitalizzazione di una start-up sia mantenuto almeno per due anni. Qualora infatti ci dovesse essere una cessione delle quote prima di tale scadenza, l’investitore dovrebbe ridare indietro l’importo detratto assieme agli interessi legali.

Anche le società di capitali sono fortemente incentivate ad investire in start-up innovative nella misura in cui potranno sfruttare una riduzione dal reddito imponibile del 20%. In questo caso l’importo massimo da investire è di 1.800.000€ e, come nel caso precedente, la capitalizzazione va mantenuta per almeno due anni pena la restituzione dell’importo.
Il provvedimento è decisamente allettante per fondi dìinvestimento, business angels, incubatori o aziende più grandi che vogliono crescere più rapidamente investendo in start-up piuttosto che attrezzarsi internamente.
Le novità non si limitano agli investimenti ma includono anche una serie di vantaggi fiscali che le start-up innovative possono sfruttare qualora assumano personale qualificato anche con un contratto di apprendistato.
Il credito d’imposta contenuto nell’articolo 24 del decreto ha un valore del 35% del costo azienda dei neo-assunti con un limite di 200.000€ per ogni singola azienda.

Anche questa parte della legge può fornire grande impulso alle start-up cosiddette innovative. Spesso infatti sopportare il peso di assumere figure professionali e talenti qualificati è un impedimento non indifferente per i neo-imprenditori.

Come già evidenziato, la speranza è che questi sforzi non si perdano con l’arrivo di un nuovo governo. Probabilmente il decreto sviluppo è una delle poche manovre che possono dare vitalità al business e deve essere un inizio e non un punto di arrivo. La strada della ripresa è ancora lunga ed è infatti necessario divulgare queste novità e lavorare anche sulla cultura d’impresa, e per questo c’è bisogno di stabilità e determinazione da parte dei governanti.

Start Upper ed esperto di imprese tecnologiche, 42 anni, laurea e master ottenuto in Gran Bretagna. Vive a Livorno ma viaggia spesso tra Milano e Torino.

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