di Francesco Tedeschi in , ,

Investire non ti farà diventare ricco: per questo devi imparare a farlo


 

Come fare a investire con criterio senza finire nelle trappole che in questi anni hanno rovinato tanti risparmiatori? Il libro “I X comandamenti dell’investimento finanziario”, è una guida semplicissima e piacevole alla comprensione di tutto ciò che c’è da sapere per investire con intelligenza e proteggere il nostro futuro

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Le cronache degli ultimi anni hanno visto con frequenza casi di risparmiatori che hanno perso denaro a causa di investimenti fortemente caldeggiati da banche e promotori finanziari. Titoli di stato di nazioni in via di fallimento; obbligazioni di grandi società in pre-bancarotta; per finire con le obbligazioni bancarie subordinate di banche rivelatesi “allegre” nella concessione di credito ad aziende “improbabili”, guidate da ben noti pluribancarottieri.

L’informazione finanziaria è doppiamente colpevole in questi casi: “vende” notizie rassicuranti sugli investimenti che le banche stanno spingendo al momento, e poi, quando molti risparmiatori vedono svanire i propri risparmi investiti in questa o quella obbligazione, fanno passare il messaggio che “insomma, se ti danno un certo interesse, ci deve essere per forza la fregatura” e che quasi quasi, è stato il risparmiatore di turno ad essere avido.

Risultato? La cultura finanziaria del consumatore medio rimane poca e confusa. Il consumatore continua a non conoscere come funziona questo o quel tipo di investimento, a non saper collegare rischio e rendimento, e a rimpiangere i favolosi anni ’70 e ’80 quando i buoni postali, i titoli di stato e la stessa permanenza del denaro sul conto corrente, assicuravano rendimenti sicuri, e pazienza se l’inflazione se li “mangiava”. Le pur doverose normative esistenti a protezione del risparmiatore/investitore, servono a ben poco, come abbiamo visto, dato che lo stesso stato italiano, quando mette sul mercato quote di aziende pubbliche, sollecita l’acquisto delle azioni da parte dei privati, che al contrario devono evitare il più possibile di acquistare singole azioni, preferendo piuttosto quote di fondi.

Ma stiamo correndo troppo: Luca Lixi, in “I X Comandamenti dell’Investimento finanziario”, un libro sotto forma di racconto, semplicissimo, chiarissimo e leggibile in 1-2 giorni, ci aiuta a capire “come” porci nei confronti dei soldi e degli investimenti: a cosa serve investire? Come possiamo proteggerci dagli imprevisti spiacevoli della vita e nel contempo far fruttare i nostri risparmi? Come possiamo costruire una strategia d’investimento che ci faccia raggiungere i nostri obiettivi?

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La banca o il promotore finanziario che ci convincono ad acquistare questo o quel fondo, questa o quella obbligazione, questa o quella polizza, non sanno nulla dei nostri personali obiettivi, e non è loro compito conoscerli: dobbiamo noi pianificare quali obiettivi di vita raggiungere, quantificare quanto ci costeranno e quando vogliamo raggiungerli, e quindi costruire, in base ai risparmi che abbiamo adesso, la strategia finanziaria per arrivarci. Non esistono strategie a rischio zero: al contrario dobbiamo imparare a conoscere che ad alti rendimenti sono associati rischi più alti, e che possiamo decidere quale tipo di rischio correre in base alla vicinanza del momento in cui vogliamo raccogliere i frutti dell’investimento: se è un investimento a 3 anni, dobbiamo rischiare meno che per un investimento a 15 anni, o a 20 anni.

Per spiegarci tutti questi, e molti altri concetti, per capire a cosa serve investire, Luca Lixi racconta una storia realistica, la storia di un ipotetico piccolo imprenditore, che nel 2009, dopo aver investito negli anni 300.000 € nelle attività suggerite dal promotore della sua banca, si ritrova, a causa della crisi finanziaria del 2008, con il valore del suo investimento ridotto a soli 70.000 €. Una storia come tante altre in questi anni. Luca, parlando in prima persona, racconta di come ha aiutato questo “ipotetico piccolo imprenditore”, non certo a recuperare il denaro perso, ma a costruire una pianificazione personale prima, e finanziaria poi, che gli permettesse, da quel momento in avanti, di sfruttare le opportunità d’investimento offerte dal mercato in modo ragionato. Non per diventare ricchi: non si diventa ricchi con la finanza. Piuttosto per proteggere i nostri risparmi, non farli mangiare dall’inflazione, e farli crescere di quel tanto che basta per farli diventare obiettivi concreti di vita: mandare i figli all’Università, o comprare una barca, o costruirsi un solido gruzzolo che ci faccia da pensione, senza dover sperare che l’INPS non fallisca da qui a 5, 10 o 20 anni.

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