di M.B. Michela in ,

Iran news, proteste contro il Governo: sangue morti e feriti, tra le vittime anche un bambino


 

Iran news, proteste contro il Governo: sangue morti e feriti, tra le vittime anche un bambino. Sei vittime solo stanotte, ecco cosa sta accadendo

iran scontri

Iran: sale drammaticamente il bilancio delle vittime dopo 6 giorni di scontri e proteste contro il Governo. Solo la scorsa notte sono stati registrati altri 9 morti morti (in tutto sarebbero almeno 23) tra i quali anche un bambino. La conferma che nove persone sono state uccise nella notte tra lunedì e martedì nel corso delle proteste antigovernative in Iran arriva dalla Tv di Stato del Paese. Sei persone sono morte nell’assalto a una caserma della polizia a Qahdarijan; si è appreso che i manifestanti volevano impadronirsi delle armi custodite nella palazzina e sarebbero stati neutralizzati e uccisi.

“Sotto i colpi dei Pasdaran, invece, nella cittadina di Khomeinishahr sono stati uccisi un bimbo di 11 anni e un 20enne”, riferiscono diverse agenzie di stampa in queste ore. Clima sanguinario e di tensione che nemmeno i toni concilianti del presidente Hassan Rouhani sono riusciti ad arginare finora, non sortendo appunto l’effetto sperato. Gli scontri tra manifestanti e forze di polizia in Iran stanno avvenendo in quelle che sono le manifestazioni più accese dal 2009, quando gli iraniani scesero in massa nelle strade per protestare contro l’elezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad.

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La proteste sono scoppiate giovedì scorso nella città di Mashad: si contestano il caro vita e la corruzione. Le manifestazioni in breve tempo si sono diffuse a macchia d’olio in molte città e hanno subito assunto connotati politici contro il Governo di Hassan. Rouhani ha usato parole concilinati e moderate per contenere la situazione; parlando alla Tv di Stato ha infatti riconosciuto il diritto a manifestare, invitando però a farlo evitando la violenza in ogni sua forma: “Il popolo iraniano è libero di manifestare”, basta che le proteste “siano autorizzate e legali […] Una cosa è la critica, un’altra la violenza e la distruzione della proprietà pubblica”. Il presidente iraniano ha poi ammesso che il popolo non è in rivolta ‘solo’ per questioni di natura economica ma anche “per la corruzione e la trasparenza”.

La protesta, però, continua a divampare e non senza spargimenti di sangue. La risposta delle forze di sicurezza sta diventando sempre più spietata e infatti oltre 300 persone sono state arrestate in diverse città. Solo 200 nella capitale Teheran, dove i militari fanno ricorso a lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti, e un centinaio ad Arak, dove il governatore della provincia centrale, Ali Aghazadeh, ha fatto sapere che 12 agenti di polizia sono rimasti feriti negli attacchi all’ufficio del governatorato.

“Alcune delle persone che hanno fomentato il popolo sono state arrestate e verranno incriminate e processate”– afferma una nota dell’ufficio pubblica informazione del ministero dell’Intelligence di Teheran ripresa dalle agenzie – “A causa del coinvolgimento di alcuni sospetti agitatori, dimostrazioni pacifiche per manifestare le richieste del popolo si sono trasformate in scontri violenti che hanno provocato danni e vittime”.

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