di Stephanie Barone in , ,

ItalyForKids mappe, intervista a Sara: “Insegnate ai bambini a guardarsi intorno”


 

Due mamme davanti ad un caffè vogliono creare mappe per bambini delle più belle città italiane e il progetto parte con Expo 2015: il successo è subito assicurato per ItalyForKids.

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Due mamme, Sara Dania e Donata Piva, che da sempre lavorano nel mondo dell’editoria e della comunicazione davanti ad un caffè hanno un’idea: creare mappe animate delle più belle città italiane. Il loro progetto, ItalyForKids, nato improvvisamente ma sviluppato con meticolosità e professionalità ha subito un grande successo. Urban Donna – Mamma ha intervistato in esclusiva una di loro, Sara, che ci ha spiegato quanto sia importante insegnare ai bambini ad aprire gli occhi sul mondo attorno a loro.

Come è nata l’idea di ItalyForKids e perché?
L’idea di ItalyForKids nasce da un’esperienza di vita vera, quotidiana perché sia io che la mia socia siamo genitori e ci piace viaggiare, quindi ci è capitato di andare alla scoperta di città, di realtà naturali insieme ai nostri bambini. In questo contesto ci è capitato di vedere quanto i nostri bambini, che erano tutti tra materna ed elementari, apprezzassero l’utilizzo delle mappe come strumento per andare alla scoperta in prima persona della realtà che stavamo proponendo loro. Allora ci è venuto un entusiasmo naturale; d’altra parte sia io e che lei abbiamo sempre coltivato il piacere di scoprire le cose più piccine e vicine a noi: un’osservazione che spesso facciamo è che New York o Parigi sono bellissime ma per esempio una città come Torino non ha nulla da invidiare, quindi trovavamo bello ripartire un po’ da quello che ci circonda. Quindi l’idea è nata proprio così davanti a un caffè, pensando che sarebbe stato bello se ci fosse stata una mappa di Milano per i bambini e da lì abbiamo iniziato a lavorare per capire se ci fosse spazio per un’idea del genere; venendo entrambe dal mondo editoriale e della comunicazione sappiamo che i progetti funzionano se dietro c’è un approccio professionale. Ci abbiamo messo quasi un anno per valutare tutte le opzioni e, prima di Expo 2015, ci siamo dette: “Se vogliamo farlo facciamo adesso” e siamo partite con Milano all’inizio del 2015.

Quindi un progetto nuovissimo ma già di successo…
Devo dire che siamo state molto contente perché fin dal”inizio l’entusiasmo e l’apprezzamento che ci hanno riservato ci ha dato subito la carica; ci hanno detto che è “un progetto intelligente, un progetto molto curato”; certo noi abbiamo dato il massimo ma che gli altri lo vedano è tutta un’altra cosa. E’ stato molto incoraggiante soprattutto l’apprezzamento dei bambini: il loro riscontro è stato superpremiante fin dall’inizio.

Come utilizzano i bambini le vostre mappe?
C’è da dire innanzi tutto che i bambini davanti a una mappa si perdono: la visione dall’alto che permette di vedere tutto, è unica e non può essere sostituita da un gps. Tra i vari studi che abbiamo fatto prima di lanciarci era valutare se ci fosse spazio in un’era digitale per l’utilizzo delle mappe e la risposta è stata sì perché la capacità di orientarsi nello spazio è una competenza che si acquisisce sul campo: solo successivamente è possibile evolversi e utilizzare altre tecnologie. La visione dall’alto della mappa è l’unica che permette di capire dove si è e lo spazio che ci circonda. Ad ogni modo i bambini a seconda dell’età si divertono molto e giochi che piacciono moltissimo sono quello dei personaggi e #LeMappeCheStorie, idea che viene da una frase di Calvino che dice che le mappe sono delle Odissee, tratta da “Le Città Invisibili”; effettivamente le nostre mappe sono “abitate”, sono città dove ci sono vie, palazzi, musei e negozi e soprattutto sono ricche di personaggi, sia quelli importanti che hanno fatto la storia delle città che quelli più divertenti. Entusiasmo generale in tutte le fasce d’età è per gli adesivi con i quali personalizzare le mappe.

Tra i commenti al vostro lavoro vi dicono spesso “Non si è mai visto nulla del genere”: è forse il commento più bello che si possa fare ad un progetto appena nato.
Sì c’è l’entusiasmo dell’editore, del viaggiatore, c’è l’amore per quello che ci circonda ma abbiamo lavorato molto per capire se c’era la possibilità di fare qualcosa di unico. Abbiamo ottimi riscontri, ci dicono che è un approccio fresco e non vediamo l’ora di continuare perché abbiamo tantissime idee.

In tempo di vacanze, voi che siete anche mamme, cosa consigliereste ai genitori che portano i bambini in vacanza?
Io penso che la cosa più semplice ma anche più vera per passare il tempo in modo positivo e senza grandi stratagemmi con i propri bambini sia sempre quella di insegnare a guardarsi intorno, soprattutto quando si va in una realtà che non è la propria perché, dall’osservare quello che ci circonda, possono nascere mille avventure e mille momenti di condivisione; poi ci sono mille giochi che vanno dal numero di targa alle macchine rosse all’inventare storie per ogni palazzo strano che si vede. Poi ovviamente dipende, a seconda delle età ci sono tante possibilità però credo che in vacanza, se si riuscisse ad alzare lo sguardo e ad aprire gli occhi tutti insieme, in qualsiasi posto si vada c’è la possibilità di restare incantanti in un ricordo che poi resterà per sempre.

Lavorate a tempo pieno come libere professioniste: come conciliate il vostro essere mamma con un lavoro così impegnativo?
E’ un discorso certamente molto complesso, conciliare non è mai facile e non è mai definitivo nel senso che, quando pensi di aver fatto tutto il pannello con gli orari, subito succede qualcosa per cui alla fine lo devi rivedere. E’ una verità che negli ultimi anni ho imparato sulla mia pelle quindi è molto difficile mantenere i nervi saldi. Certo è che, quando bisogna lavorare in questo modo, quindi in parte in casa seguendo anche certi aspetti della vita dei figli, bisogna avere i nervi saldi: l’unica cosa positiva che io vedo in questo mondo in cui tante mamme fanno fatica a tenere in piedi tutti i birilli come fossero dei giocolieri, è che quando fai qualcosa che ti piace veramente e che senti molto tuo si riesce sempre a trovare un equilibrio perché c’è sia l’interesse nello stare con i propri bambini ma anche per portare avanti il proprio progetto. Comunque i consigli di base sono una tabella rigidissima da compilare sapendo che da un momento all’altro può essere ribaltata in modo inesorabile e imprevedibile e allenarsi a tenere i nervi saldi perché quasi mai si tratta davvero di situazioni complicate.

Qualche novità nei prossimi mesi di ItalyForKids?
Nei prossimi mesi speriamo che ItalyForKids possa crescere in maniera sensibile perché da giugno abbiamo trovato l’interesse di un distributore quindi stiamo iniziando a distribuire le nostre mappe in modo più organico ed è molto importante per una piccola casa editrice come la nostra: qualcuno crede in noi e quindi riusciremo ad uscire capillarmente in tutta Italia. Usciremo con un altro titolo per l’autunno invece per il 2017 vorremmo ampliare un po’ l’offerta con nuovi prodotti per le famiglie e i bambini ma con l’amore per il nostro paese.

Grazie

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