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Jessica Faoro uccisa a Milano: tranviere difeso dalla suocera, parole sconvolgenti

Omicidio Jessica Faoro ultime notizie: a dir poco inquietanti le dichiarazioni rilasciate dalla suocera di Alessandro Garlaschi al microfono dell’inviato di Chi l’ha visto?, che ha seguito in strada la signora accompagnata dalla figlia Veronica, nonché moglie del tranviere arrestato, tartassandole di domande per capire se fossero a conoscenza delle morbose attenzioni dell’uomo nei confronti della 20enne uccisa, ma soprattutto se sua moglie (presentata alla ragazzina come ‘sorella’ di Garlaschi) fosse nell’appartamento di via Brioschi al momento del delitto.

20enne uccisa a milano

 

Jessica uccisa a Milano: minacce a testimone che smentisce racconto moglie tranviere

La signora dopo una iniziale reticenza ha iniziato a parlare e dire la sua in merito all’accaduto: “Lei era nervosa, lui voleva farle solo delle coccole”, la suocera giustifica così il tranviere in carcere per l’omicidio della 19enne Jessica Faoro a Milano. Suocera e moglie di Garlaschi erano in casa dell’uomo quando alle 11 del mattino del 7 febbraio lui ha chiamato le forze dell’ordine. “Sono andata a vedere se si poteva fare qualcosa per salvarla”, ha detto la suocera del tranviere, ma la verità è che Jessica era stata massacrata a coltellate da suo genero ed era già morta dalle 4 di quella terribile notte. Ancora da chiarire il perché del ritardo nel chiamare i carabinieri. Garlaschi ha detto che quella notte la moglie non c’era, l’aveva accompagnata lui da sua madre la sera del 6 febbraio alle 21:30, circostanza, questa, smentita da una testimone ed ora al vaglio della magistratura. Ma la suocera del tranviere lo ha ribadito all’inviato del programma di Rai 3: “Mia figlia era con me, siamo rimaste in casa fino alla mattina seguente. La mattina è venuto mio genero, si è messo a piangere e aveva le mani ferite”.

La suocera del tranviere ha in qualche modo giustificato anche sua figlia – dipingendola “buona e ingenua” – contraddicendo la testimonianza della vicina secondo cui quella sera c’era solo lei nell’abitazione. “Chissà cosa ha fatto anche lei…” (Jessica ndr) per arrivare a ciò che è successo, ha insinuato la donna lasciando intendere che forse anche la povera vittima avrebbe avuto delle responsabilità in ciò che è accaduto. La donna in sostanza ha creduto alla versione dei fatti fornita dal tranviere, che ha detto di essersi ferito le mani nel tentativo di difendersi dalla aggressione di Jessica, e di avere rivolto l’arma contro di lei per legittima difesa: “Continuava a ripetere che voleva bene alla ragazza e che si è trattato di legittima difesa. Secondo me lei lo ha colpito forte e a lui è venuta l’agitazione. Magari voleva aiutarla e coccolarla un po’ perché l’ha vista un po’ agitata, lei avrà capito male”.

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