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Jessica uccisa a Milano: minacce a testimone che smentisce racconto moglie tranviere

Jessica Faoro uccisa a Milano ultime notizie: crescono i dubbi sul ruolo avuto dalla moglie di Alessandro Garlaschi in questa terribile vicenda. Sappiamo infatti che il racconto fornito dal tranviere 39enne reo confesso, confermato dalla donna, non collimerebbe con quanto riferito da una testimone ai microfoni di Chi l’ha visto?. La donna, che ha scelto di non farsi riprendere in foto, ha infatti smentito la versione dell’indagato, sostenendo che sua moglie la sera del 6 febbraio non era in casa della madre alle 21:30, come invece da lui sostenuto. Alle 22:05 di quella sera, infatti, la testimone – che è vicina di casa della suocera di Garlaschi – è rincasata insieme a lei, la quale avrebbe fatto ingresso nella propria abitazione aprendo il portone di ingresso con le sue chiavi, “perché in casa a quell’ora non c’era nessuno”.

La testimone ha poi sostenuto di aver visto Veronica, moglie di Garlaschi, entrare in casa della madre la mattina seguente, intorno alle 7:40. Indossava il giubbotto. Parole queste che sono costate alla testimone una inquietante minaccia: un biglietto minatorio nella cassetta postale con su scritto “Infame fatti i ca**i tuoi”. Chi l’ha scritto?

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La moglie di Garlaschi, perfettamente a conoscenza delle ossessioni del marito e della sua attenzione morbosa verso Jessica, ha sempre respinto ogni domanda dei cronisti che in queste settimane hanno cercato di parlare con lei attendendola sull’uscio di casa. Al momento non risulterebbe indagata ma la verità è che il suo ruolo in tutta questa vicenda è tutt’altro che chiaro. Veronica era o no in casa quando Alessandro Garlaschi la uccideva nel cuore della notte?

Jessica Valentina Faoro, 19 anni, è stata ritrovata morta la mattina del 7 febbraio in un appartamento a via Brioschi a Milano. La polizia è intervenuta intorno alle 11, allertata dal 118. L’uomo fermato è un 39enne che fa il conducente di tram: abita nell’appartamento di via Brioschi insieme alla moglie, ha precedenti penali per stalking ai danni di una collega e al lavoro – faceva il tranviere – aveva provocato 98 incidenti. Lo riferiscono i colleghi, secondo i quali è un soggetto molto particolare, fissato con le ragazzine.

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