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Jessica uccisa a Milano news: il messaggio al suo aguzzino nel cuore della notte

Jessica Valentina Faoro uccisa in casa a Milano news: un messaggio su WhatsApp al suo aguzzino prima di essere massacrata a coltellate, 40 secondo i dettagli che stanno emergendo in queste ore. L’ultimo accesso di Alessandro Garlaschi, reo confesso in carcere, al suo profilo risalirebbe alle 4.01, l’ora in cui la 20enne le manda questo messaggio: “Basta, lasciami la stanza, voglio andare a dormire”.

Pare infatti che l’uomo stesse occupando il divano letto in cui la giovane, ospite sua e della moglie da una decina di giorni, soleva dormire. Una frase che testimonia come fosse opprimente per la 20enne la presenza di Garlaschi in casa, e il fatto che i due, pur trovandosi nella medesima abitazione, si scrivessero messaggi, tanta era la loro distanza. E anche quella notte la moglie, a conoscenza delle sue attenzioni morbose per le ragazzine e per Jessica, non era in casa. Garlaschi si trovava sul divano letto subaffittato alla ragazza che faceva le pulizie e non aveva alcuna intenzione di andare a dormire e così ha tentato l’approccio sessuale nei confronti della giovane. Proprio dal rifiuto di Jessica sarebbe scattata in lui la follia omicida.

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Il tranviere 39enne sotto quel divano letto avrebbe poi nascosto il cadavere di Jessica. A trovarlo la polizia, nel cellophane e in parte dentro un borsone, prove che Garlaschi aveva tentato, senza però riuscirci, di disfarsi del corpo. Il sangue sul pavimento era stato in buona parte ripulito, il coltello arma delitto perfettamente lavato e riposto in cucina. Dopo parziali ammissioni prima di essere arrestato“Ho rigirato il coltello che lei aveva in mano e l’ho colpita allo stomaco […] Abbiamo avuto una banale discussione sulla scelta di un film, lei mi ha ferito con il coltello, l’ho disarmata e poi l’ho colpita” – durante l’interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo il tranviere si è invece avvalso della facoltà di non rispondere al Gip, Anna Calabi. Dalle indagini è inoltre emerso che una settimana prima di essere uccisa ha chiesto l’intervento dei carabinieri perché l’uomo l’aveva molestata durante il sonno, ma poi aveva rifiutato l’aiuto dei militari e dopo qualche giorno era tornata a dormire in quella casa, teatro della sua atroce morte.

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