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Jessica uccisa a Milano: il ruolo ambiguo della moglie del tranviere arrestato

Milano omicidio Jessica Valentina Faoro ultime notizie: a Quarto Grado – La domenica stasera 18 febbraio un altro approfondimento sul delitto di via Brioschi. Alessandro Garlaschi, tranviere 39enne con precedenti penali per stalking, ha ucciso con 40 coltellate la ragazzina che insieme alla moglie ospitava in casa da una decina di giorni. La ragazza aveva messo su internet un annuncio di lavoro in cui si offriva come badante, baby sitter e collaboratrice domestiche. A quella richiesta rispose il tranviere, che le offrì anche l’alloggio. Attenzioni morbose a sfondo sessuale nei confronti di Jessica: Garlaschi era ossessionato da quella ragazzina, la copriva di attenzioni e sette giorni prima di ucciderla la molestò durante il sonno; Jessica chiamò anche i carabinieri ma poi accettò di rimanere in casa da lui perché non aveva altro posto dove vivere. Un passato in comunità, tolta alla madre fin da piccola, perché indigente. Jessica anni fa diede anche luce ad un figlio, che le fu tolto alla nascita, e aveva un fidanzatino in carcere. Un dramma incessante la sua vita, che lei però voleva vivere con tutte le sue forze, sempre con il coraggio di reagire alle difficoltà.

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Alessandro Garlaschi: il ruolo ambiguo della moglie

Desta molti sospetti il ruolo di Veronica, moglie dell’omicida, che accettò di farsi presentare come “sorella” dell’uomo quando la coppia accolse in casa Jessica. Perché? La donna – è stato accertato dagli investigatori – non era sulla scena del crimine. La notte del delitto dormiva da sua madre, e Garlaschi la mise al corrente dell’omicidio l’indomani, alle 8 del mattino, quando andò a riprenderla a casa di sua suocera. Il professor Picozzi in studio si è detto convinto che la donna era certamente a conoscenza delle morbose attenzioni del marito verso Jessica, della sua sessualità infantile, perversioni e ossessione malata per il sesso. Si è parlato della sua conoscenza dei fatti, e del perché, conoscendo le debolezze del marito, lo abbia lasciato da solo in casa con la povera vittima. La sua responsabilità morale per quanto accaduto è palese: appreso dell’omicidio non chiamò nemmeno i soccorsi (cosa che poi fece il reo confesso), ma si limitò a confidare alla vicina di casa che il marito aveva accoltellato a morte “l’infermiera” che gli faceva le punture per il diabete.

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Delitto via Brioschi: l’attività segreta dell’assassino

Alessandro Garlaschi gestiva un’attività segreta di commercio online di oggetti sadomaso. Aveva creato un account utilizzando come nickname ‘Veronica’, il nome di sua moglie. La donna sapeva?

 

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