di Stefano Bertocchi in , , , ,

Juventus, Buffon ‘attacca’ le proprietà straniere di Inter, Roma e Milan: “Povera Italia!”


 

Il portiere della Juventus, Gianluigi Buffon, ha concesso una lunga intervista a Kicker dove ha affrontato diversi temi, tra cui le proprietà straniere che hanno acquistato Inter e Roma e che trattano il Milan

Italia-Svezia

“La Roma agli americani e l’Inter e il Milan ai cinesi sono una sconfitta per le nostre tradizioni. Povera Italia!”. Non la tocca piano, Gianluigi Buffon, quando affronta il problema delle proprietà straniere nel nostro calcio e nella nostra Serie A. Il portiere della Juventus, protagonista di una lunga intervista concessa alla rivista sportiva tedesca Kicker, dimostra di non essere pienamente d’accordo con questa nuova e generale visione societaria. Il calcio con gli anni è cambiato: lo hanno fatto Inter e Roma, passati nelle mani cinesi e americane di Zhang Jindong e James Pallotta, lo farà – rebus closing permettendo – anche il Milan. Fatto non condiviso dal numero uno bianconero, anche se ormai tutte le grandi d’Inghilterra e quasi tutta la Francia incarnano il cambiamento con proprietà straniere. In Spagna prevale invece l’azionato popolare, anche se l’Atletico Madrid è già in parte cinese.

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Juventus, Buffon ‘attacca’ le proprietà straniere di Inter, Roma e Milan e si racconta

Nel proseguo dell’intervista, Buffon ha continuato raccontandosi: “Un portiere deve essere masochista. Come ruolo può essere paragonato all’arbitro. Ha il potere di comandare ma può solo subire gol, non può segnare, e deve sopportare offese continue. La psicologia dovrebbe studiare questo ruolo così contraddittorio. Per me fare una papera è uno shock. Ci metto giorni a riprendermi. Invidio chi ne commette di più…lo shock non è così grande”.  Per poi tornare ai tempi dell’infanzia e al sogno Champions League che lo spinge a non abbandonare il calcio: “Da piccolo mangiavo così tanta mortadella e orsetti gommosi che è un miracolo non sia ingrassato. La mia carriera sarebbe diventata improbabile. La depressione? fu fondamentale non prendere medicine. Rimasi artefice del mio destino, senza dipendere dai farmaci. La Champions? Da anni mi chiedo cosa mi spinga ancora a giocare. Questa battaglia interiore mi porta forti motivazioni. Se avessi vinto la Champions sarei svuotato: mi sprona”.

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