di Luigi Storti in

L’Ilva ha chiuso lo Stabilimento di Taranto 5 mila senza lavoro


 

Nella giornata di ieri la chiusura dello stabilimento dopo i provvedimenti presi dalla magistratura di Taranto e che hanno causato l’immediata reazione dei lavoratori attraverso l’organizzazione di uno sciopero insieme alle maggiori sigle sindacali. Bloccati addirittura stock di semilavorati e prodotti finiti attraverso il divieto della loro commercializzazione

Ilva Taranto tromba d'aria

I vari appelli, le manifestazioni dei lavoratori e sindacati e scioperi ad oltranza non hanno scongiurato ciò che tutti temevano: la chiusura dell’Ilva di Taranto.

L’annoso problema dello stabilimento pugliese ha prodotto, nonostante il fattivo impegno dell’attuale Governo nella persona del Ministro Clini, l’ennesima battuta d’arresto per migliaia di lavoratori che si ritrovano, tutto ad un tratto, senza il posto di lavoro.

ANCHE LO STABILIMENTO DI GENOVA ED IL PERSONALE AMMINISTRATIVO CON I LAVORATORI

Allo sciopero indetto da Fiom, Cigl e Cisl si sono uniti anche i lavoratori dello stabilimento di Genova ed i circa 1500 dipendenti della sede amministrativa dell’Azienda.

Ilva Taranto Chiuso Stabilimento

Infatti, i primi si sono diretti verso l’aeroporto del capoluogo ligure per manifestare il loro dissenso mentre i secondi, convinti dagli operai, sono scesi in strada ed hanno subito preso parte al corteo che durerà, verosimilmente, per 24 ore.

Intanto i badges dei lavoratori sono stati addirittura disattivati per evitare ulteriori problematiche relative al possibile ingresso degli stessi negli stabilimenti attrraverso la forzatura dei cancelli.

SPIRAGLI NELL’INCONTRO A PALAZZO CHIGI DI GIOVEDI’

Si terrà nella mattinata di giovedì una riunione tra i sindacati ed il Governo per discutere della situazione venutasi a creare e per cercare una soluzione. Il Ministro dell’ambiente ha già fatto sapere che sta lavorando ad un provvedimento che possa consentire, nell’immediato, la ripresa della produzione ed il ritorno dei lavoratori in Azienda. Si tratterà di un “provvedimento ad hoc” che mirerà anche a proporre alla magistratura una vera e propria soluzione definitiva del problema. Queste le parole di Corrado Clini:<< Noi stiamo lavorando per risolvere questa situazione», ha poi aggiunto: «la soluzione sarà pronta per quando ci incontriamo giovedì. Stiamo lavorando per fare in modo che la conclusione della riunione sia un provvedimento che consenta di superare questa situazione». Si mira sostanzialmente alla bonifica, in tempi ragionevoli,  delle aree che più necessitano di interventi in modo da permettere la normale ripresa della attività scoraggiando l’utilizzo di strumenti quali la Cassa Integrazione o addirittura il licenziamento. Stesse misure in pratica contenute nel Piano Industriale dell’Azienda che tra l’altro aveva fatto appello all’Aia per il dissequestro degli impianti; tentativo poi resosi vano dopo il provvedimento di ieri del Tribunale.

INTANTO DOMANI IL CDA

Nella giornata di domani, e prima dell’incontro fissato a Roma nella giornata di giovedì, si terrà il consiglio di amministrazione a cui prenderanno parte anche i rappresentanti sindacali ed in cui si discuterà della Cassa Integrazione di 1500 dipendenti. Il tutto organizzato prima del prossimo ciclone giudiziario che colpirà l’Azienda.

 

 

 

 

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