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La Borsa e le azioni: cosa sono e come funzionano

Per definire il concetto di Borsa è necessario partire da lontano, ovvero bisogna recepire il significato del termine Azione. In linea preliminare, risulta necessario collocare tale concetto all’interno del più ampio scenario del Mercato Azionario che include altre tipologie di investimento quali Obbligazioni, Titoli di Stato, Derivati e Future, solo per enunciarne alcuni. Ma, e non vi è margine di errore, appare pacifico definire le Azioni quale principale strumento di investimento, almeno secondo i flussi di acquisto/vendita e l’opinione prevalente.

Esse sono frazioni di Capitale di una Società, quindi l’acquisto di una o più titoli di questo genere trasferisce, in capo all’acquirente, la proprietà di parte del Capitale Sociale proporzionale alla quantità acquisita.

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COME VIENE GENERATO IL PREZZO DELLE AZIONI
Il prezzo di acquisto dipende esclusivamente da due fattori: dal contesto economico in cui si trova ad operare la Società che colloca sul mercato tutto o parte del proprio Capitale e dai risultati, in termini strettamente economici e di reddito, che la stessa riesce a produrre. Ad un andamento positivo della congiuntura accompagnato dalla capacità di produrre Utili conseguirà un “apprezzamento” del Titolo. Viceversa, un “deprezzamento”.

In linea generale, gli investitori sono molto sensibili alle “notizie” provenienti dal mondo della finanza ed in particolare alle “performances” delle Quotate. Quindi, ed è facile intuirlo, ad un miglioramento delle prospettive economiche risponderà una maggiore propensione al rischio da parte degli acquirenti ed un consequenziale innalzamento del “venduto”. Per “venduto” si rimanda al quantitativo di Titoli collocati/stockati e ceduti dalle Società Quotate nei Mercati Regolamentati, siano essi privati o pubblici. Esiste, tuttavia, un Mercato non Regolamentato e Società di Capitali non Quotate ma questo non risulta essere il contesto giusto per un’indagine che merita di essere approfondita.

LA BORSA INTESA COME VERO E PROPRIO MERCATO VIRTUALE
Nato come un luogo propriamente “fisico” dove effettuare le contrattazioni, attualmente la Borsa è un luogo “virtuale” dove le proposte di acquisto e vendita dei prodotti avviene in via esclusivamente telematica. La sede storica di quella italiana è situata a Milano in Piazza Affari. Inoltre, con la non più recente diffusione dello strumento che risponde al nome di Trading on-line anche i piccoli risparmiatori, se dotati di PC e connessione internet, possono comprare e vendere standosene comodamente sulla poltrona di casa propria.

COME SI DIVIDONO I TITOLI AZIONARI
Le Azioni si distinguono in due macro-categorie: Azioni Ordinarie e di Risparmio. Le prime, oltre a conferire all’acquirente il diritto di proprietà della parte di Capitale, danno il diritto di partecipare anche alle assemblee della Società e alle relative decisioni sociali. Ciò è possibile solo quando si è in possesso di una fetta cospicua di Capitale. Le seconde, quelle di Risparmio, non danno la passibilità di prenderne parte ma garantiscono dividendi più interessanti in caso di realizzo. Simili a quest’ultime sono le Azioni Privilegiate. La somma di queste tipologie dà come risultato la Capitalizzazione di Borsa di un determinato attore economico (Società). Questo valore è sottoposto a mutamenti giornalieri in funzione dei fattori a cui si faceva riferimento all’inizio. Il valore complessivo delle capitalizzazioni delle società partecipanti al Mercato Azionario produce, a sua volta, la Capitalizzazione della Borsa. Attualmente le Società/Azioni quotate a Piazza Affari sono oltre 300. Valore modico rispetto, ad esempio, a quella di New York che ne conta 3mila per una Capitalizzazione pari a 10mila miliardi di dollari.

PARAMETRI DA VALUTARE PER L’ACQUISIZIONE DEI TITOLI AZIONARI
La scelta su cui ricade l’acquisto delle Azioni è la risultante dell’attenta valutazione di parametri di bilancio e non solo. A tale funzione adempiono gli analisti finanziari che, ogni dì, passano in rassegna i bilanci dei soggetti giuridici quotati e le prospettive di crescita del settore in cui l’Azienda si trova ad operare. In base a queste analisi, è possibile addivenire a delle conclusioni e formulare dei giudizi sui titoli maggiormente appetibili. Ma il “trucco” vero e proprio sta nell’ottenere informazioni prima degli altri investitori, ovvero prima che eventuali “buone nuove” comportino un innalzamento del Prezzo. Ciò dà la possibilità, poi, di procedere alla vendita marginando un guadagno generato dalla differenza tra Prezzo di Acquisto e Prezzo di Cessione/Vendita (Capital Gain o Guadagno in Conto Capitale). In linea di principio, la compravendita di parti di Capitale delle grandi realtà che realizzano prodotti all’avanguardia e che godono della stima di buona parte del mercato, è già un ottimo viatico per la realizzazione di profitti.

Written by Luigi Storti

Laureato in Economia Aziendale con Master in Corporate Finance presso la Business School de "Il Sole 24 Ore", ricopre il ruolo di Group Treasurer in una S.p.a. in Milano. Appassionato ed esperto di Finanza Aziendale, Strutturata,Mercati Azionari, Bilancio e Politiche Economico-Finanziarie.

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