di Gianluca Capiraso

La Camorra Mette le Mani sulla Mozzarella di Bufala


 

Boom di arresti e sequestri nell’ultimo anno tra le province di Napoli, Caserta e Latina. Prezzi e distribuzione imposti dalla criminalità: i produttori, anche se consorziati, non hanno scelta. E chi non si allinea, viene punito, senza pietà

mozzarella bufala dop

Laddove c’è il business, ci sono affari e circolano soldi, c’è la camorra. Attirata dal profumo dei soldi, dai miliardi annuali delle esportazioni, dal successo fuori discussione del prodotto. La mozzarella di bufala, appunto.

Ciò che accade intorno al prodotto campano per eccezione – quello che tutto il mondo ci invidia e con il maggior numero di tentativi di imitazione – è spiegato alla perfezione dalle scene del film “Mozzarella Stories”, realizzato nel 2011 e vincitore di diversi premi. Ovviamente non lo vedremo mai in tv. In questi giorni rientra nel palinsesto di Sky Cinema – nella sezione “cult” – quindi poterlo vedere è sicuramente un privilegio per pochi fortunati. Tutti gli altri dovranno accontentarsi di poter solo immaginare l’enorme giro di soldi ed affari (e malaffare) legato alla produzione, alla distribuzione e alla vendita di questo prodotto così pregiato.

 

produzione mozzarella in italia

 

Dalla scelta del personale – quasi tutti indiani di origine sikh – all’acquisto degli animali, dal possesso dei terreni all’imposizione dei fornitori, fino alla catena di distribuzione e di vendita. Con i produttori che, anche se in molti casi consorziati (nelle zone di origine della mozzarella “Dop”), si ritrovano di fronte a scelte obbligate. Imposizioni. Alle quali è davvero difficile opporsi. Chi ci ha provato ha puntualmente pagato.

Produttori che devono fare i conti in questi ultimi anni anche con la crescente concorrenza, straniera (e cinese in particolare) ma addirittura italiana, con la mozzarella che comincia ad essere prodotta anche in altre regioni d’Italia. Qualche mese fa un meridionale emigrato ha cominciato a produrla addirittura in Lombardia.

Ed in questo clima di “tensione”, in un territorio tutt’altro che tranquillo che va dalla città di Napoli al basso Lazio, la camorra ne approfitta, facendo valere la propria forza e allungando i tentacoli su qualsiasi forma di business legata alle mozzarelle.

Il riferimento non è sicuramente all’imprenditore casertano di recente arrestato, e poi scagionato per mancanza di prove. E’ solo un singolo caso. Il problema è di ben altra natura e parte da molto più lontano. Dopo il turismo, il territorio, le opere pubbliche, la pizza ed il caffè, le organizzazioni criminali stanno sporcando anche un altro orgoglio tutto campano.

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanPost

Correlati

Commenta via Facebook

EDITORIALE

Parliamo di...