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La Camorra Mette le Mani sulla Mozzarella di Bufala

Laddove c’è il business, ci sono affari e circolano soldi, c’è la camorra. Attirata dal profumo dei soldi, dai miliardi annuali delle esportazioni, dal successo fuori discussione del prodotto. La mozzarella di bufala, appunto.

Ciò che accade intorno al prodotto campano per eccezione – quello che tutto il mondo ci invidia e con il maggior numero di tentativi di imitazione – è spiegato alla perfezione dalle scene del film “Mozzarella Stories”, realizzato nel 2011 e vincitore di diversi premi. Ovviamente non lo vedremo mai in tv. In questi giorni rientra nel palinsesto di Sky Cinema – nella sezione “cult” – quindi poterlo vedere è sicuramente un privilegio per pochi fortunati. Tutti gli altri dovranno accontentarsi di poter solo immaginare l’enorme giro di soldi ed affari (e malaffare) legato alla produzione, alla distribuzione e alla vendita di questo prodotto così pregiato.

 

produzione mozzarella in italia

 

Dalla scelta del personale – quasi tutti indiani di origine sikh – all’acquisto degli animali, dal possesso dei terreni all’imposizione dei fornitori, fino alla catena di distribuzione e di vendita. Con i produttori che, anche se in molti casi consorziati (nelle zone di origine della mozzarella “Dop”), si ritrovano di fronte a scelte obbligate. Imposizioni. Alle quali è davvero difficile opporsi. Chi ci ha provato ha puntualmente pagato.

Produttori che devono fare i conti in questi ultimi anni anche con la crescente concorrenza, straniera (e cinese in particolare) ma addirittura italiana, con la mozzarella che comincia ad essere prodotta anche in altre regioni d’Italia. Qualche mese fa un meridionale emigrato ha cominciato a produrla addirittura in Lombardia.

Ed in questo clima di “tensione”, in un territorio tutt’altro che tranquillo che va dalla città di Napoli al basso Lazio, la camorra ne approfitta, facendo valere la propria forza e allungando i tentacoli su qualsiasi forma di business legata alle mozzarelle.

Il riferimento non è sicuramente all’imprenditore casertano di recente arrestato, e poi scagionato per mancanza di prove. E’ solo un singolo caso. Il problema è di ben altra natura e parte da molto più lontano. Dopo il turismo, il territorio, le opere pubbliche, la pizza ed il caffè, le organizzazioni criminali stanno sporcando anche un altro orgoglio tutto campano.

Written by Gianluca Capiraso

30 anni, nato ad Avellino e residente a Milano. Esperto di web marketing, innamorato della "Seo", blogger e giornalista pubblicista dal 2000. Attualmente è Seo&Sem Manager in Tonic e Seo&Content Manager in Xool, due giovani e dinamiche web companies in forte crescita. Oltre alla passione per il calcio, ed in particolare per il "suo" Avellino, e per la politica,soprattutto come anti-DeMitiano, dedica il suo tempo alla produzione di contenuti per poi vederli ai primi posti dei risultati di ricerca di Google. #sonosoddisfazioni

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