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La crisi del Made in Italy non conosce sosta: prospettive negative anche per il 2013

Le proiezioni o, per dirla all’inglese, il “forecast” riprodurrà l’andamento dell’ultimo scorcio di stagione passato. Le Pmi Italiane sono sempre più in declino. I motivi? I più disparati. La delocalizzazione produttiva nei paese dell’est dove il costo della manodopera è ridotto all’osso ed il costo dei materiali pari ad un 1/4 di quello italiano, la concorrenza sleale da parte dei produttori Cinesi e l’avanguardia tecnologica fatta registrare da paesi come l’India (prima per numero di ingegneri “fatti in casa”) sono solo alcune delle cause e con-cause della chiusura degli stabilimenti in Italia.

Ultima, ma solo in ordine temporale, vittima della momentanea situazione che sta investendo il Paese è stata la celebre Richard Ginori, conosciuta in tutto il mondo per la produzione e commercializzazione di sanitari e fondata nel lontano 1735 dal marchese Carlo Ginori in quel di Sesto Fiorentino, è stata dichiarata fallita dal sezione Fallimentare del Tribunale di Firenze che non ha, per non farsi mancare nulla, accolto il Concordato Preventivo.

Delocalizzazioni

 

RESPINTA LA PROPOSTA DI CONCORDATO PREVENTIVO La proposta di ricorrere al Concordato Preventivo, procedura concorsuale che avrebbe quanto meno preservato con riserva i posti di lavoro, non è stata neanche presa in considerazione dato il monte debiti finanziari e commerciali “vantato”, usiamo un eufemismo, dall’Azienda. Situazione drammatica ed irreversibile quella con cui la realtà toscana ha dovuto fare i conti negli ultimi tempi.

I LAVORATORI ED I SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA Lacrime e disperazione al di fuori dell’aula del Tribunale. I lavoratori ed i sindacati promettono battaglia su tutti i fronti per preservare il lavoro. Sono 314 i lavoratori già in stato di CIG (Cassa Integrazione Guadagni) e che rishiano di perdere la propria occupazione. La sigla sindacale ha già fatto sapere, insieme al Comitato dei Liquidatori, di voler prendere possesso della Sentenza emessa intorno alle 10:30 di stamani per implementare eventuali azioni in opposizione di un provvedimento giudicato scellerato.

Non resta altro, quindi, per attenaure l’impatto negativo della forza d’urto orientale che la re-introduzione di dazi all’importazione per quei paesi che affacciano ad Est e che utilizzano strumenti anti-concorrenziali. Ulteriore mezzo da prendere in considerazione, a detta di scrive, sta nel vigilare sulle condizioni a cui sono sottoposti i prestatori d’opera in quei paesi in cui i lavoratori non godono di alcun diritto. Forse, quando le condizioni saranno uguali per tutti e la differenza tra i prodotti sarà incentrata solo ed esclusivamente sulla qualità, potremo ritornare a farci concorrenza perfetta (ottenuta quando il prezzo e le quantità sono generati dall’incontro tra domanda e offerta).

 

Written by Luigi Storti

Laureato in Economia Aziendale con Master in Corporate Finance presso la Business School de "Il Sole 24 Ore", ricopre il ruolo di Group Treasurer in una S.p.a. in Milano. Appassionato ed esperto di Finanza Aziendale, Strutturata,Mercati Azionari, Bilancio e Politiche Economico-Finanziarie.

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