di Ilaria Boldrini

La croce di Mimmo Paladino a Firenze: installazione choc


 

Il giorno 3 novembre a Firenze, in occasione della Biennale Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali 2012, si inaugurerà la monumentale croce in marmo di Mimmo Paladino, ideata appositamente per la Piazza Santa Croce.

La croce, della grandezza di 50X80 metri, è stata realizzata utilizzando circa 50 blocchi di marmo bianco di Carrara. Si erigerà davanti alla facciata della Chiesa francescana di Santa Croce, che dal 1800 divenne un pantheon di personalità dell’arte, della letteratura e della musica.
Piazza Santa Croce, fulcro culturale, politico e artistico della Firenze medievale e rinascimentale, simbolo del prestigio della città nella storia, è sicuramente uno scenario suggestivo per accogliere un’opera d’arte di tale impatto visivo e spirituale.
Arte antica e Arte contemporanea sono “costrette” a confrontarsi, in un “connubio dialogico”; se da una parte è presente un contrasto formale tra i due stili, ( sebbene la sontuosità dei marmi policromatici della facciata neogotica della chiesa, richiamino alla lucentezza del candido marmo bianco della croce di Paladino), dall’altro c’è una forte corrispondenza di significato spirituale.
D’altronde Paladino, figura centrale della Transavanguardia del ‘900, fin dai suoi esordi ha realizzato opere anche monumentali d’intonazione arcaica, enfatizzate da simboli paleocristiani e nel suo universo figurativo sono ricorrenti figure archetipe e i temi del sacrificio e della morte.


A partire dagli anni ’80 l’artista si cimenta nella realizzazione di installazioni di grandi dimensioni, come la gigantesca “Montagna di sale”, celeberrima opera che fu situata nel1995 in Piazza del Plebiscito a Napoli e riproposta nel marzo del 2011 nella Piazza del Duomo di Milano, (30 metri di diametro e 120 di altezza).
Il tema della spiritualità e della morte si manifesta anche nell’emblematica installazione del 2008 “Porta di Lampedusa Porta d’Europa”, una porta alta circa 5 metri disposta lungo la costa dell’isola siciliana, che si affaccia verso l’Africa e che secondo l’artista è  “da attraversare in silenzio, per ricongiungerci idealmente, con quanti sono in cerca di qualcosa di migliore ma non sono mai arrivati”.

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