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La Francia in guerra nel Mali: attacchi aerei proseguono

Da tre giorni la Francia è in guerra nel Mali per sostenere l’esercito regolare contro i ribelli islamisti che hanno preso il controllo del nord del paese. I pesanti raid aerei dell’Armée de l’Air hanno sortito i primi effetti: gli insorti hanno dovuto abbandonare la città di Gao e si contano già decine di vittime.

Intanto anche gli stati dell’Ecowas, l’unione economica dell’Africa occidentale, hanno scelto di scendere in campo a fianco del presidente maliano Traorè, contro i separatisti jihadisti del nord: piccoli contingenti militari sono giunti ieri nella capitale Bamako prevenienti da Niger, Togo, Burkina Faso, Senegal. La Francia incassa anche l’appoggio degli USA, che stanno fornendo droni e un eventuale appoggio dei propri caccia-bombardieri.

Rafale Bombardamenti Mali

In Europa timido appoggio all’iniziativa francese, mentre crescono i timori per una reazione terroristica. Ieri il Ministro degli esteri francese Laurent Fabius ha sostenuto che la Francia “non intende restare per sempre” in Mali e che i raid aerei hanno l’obiettivo di fermare l’avanzata dei ribelli verso il sud del paese. Secondo il ministro, la controffensiva di Parigi potrebbe durare alcune settimane: in Mali la Francia ha rilevanti interessi economici e nel paese vivono oltre 6mila cittadini francesi. L’intervento militare di Parigi  è la diretta conseguenza della risoluzione 2085 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, approvata il 20 dicembre scorso, e dell’applicazione – secondo l’interpretazione del governo francese – dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite.

Written by Andrea Monaci

46 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, economia e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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