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La Lira crolla e Unicredit va giù in borsa: cosa sta succedendo in Turchia

Dopo la decisione del Presidente americano Donald Trump di raddoppiare i dazi su acciaio e alluminio turchi rispettivamente al 50 e al 20%, Ankara sta precipitando in una crisi monetaria senza precedenti. La lira turca crolla e le conseguenze sui mercati finanziari europei sono pesantissime. Piazza Affari va in rosso del 2,78% ed è al momento la peggiore d’Europa. Mentre la lira turca è ai minimi storici oltre quota 6,5 per un dollaro, tremano gli istituti bancari molto esposti in Turchia. Tra questi c’è la nostra Unicredit, con oltre 17 miliardi di esposizioni: il titolo a Piazza Affari attualmente perde il 6,25%.

La situazione è seguita con apprensione dalla BCE. L’esposizione verso la Turchia delle banche europee è rilevante. Oltre ad Unicredit, sono BNP Paribas e Bbva gli istituti più esposti con Ankara. Secondo un conteggio del Financial Times, alle banche spagnole fanno capo esposizioni per oltre 83 miliardi di dollari, a quelle francesi per 38 e alle nostre per 17 miliardi. Andrea Martella di Cmc Markets afferma che “alcune banche potrebbero non essere adeguatamente coperte verso il crolo della moneta turca”.

La Lira crolla e Unicredit va giù in borsa: cosa sta succedendo in Turchia

Tutto questo si riflette sui mercati, non solo a Milano. Mentre scriviamo Parigi perde il 2%, Londra l’1% e Francoforte il 2%. La borsa di Istanbul, invece, dopo il tweet di Trump è precipitata di 5 punti. La tipica reazione di Erdogan di fronte alla crisi ha ulteriormente innervosito gli investitori. Il presidente turco, affermando che una oscura “lobby dei tassi d’interesse” e le agenzie di rating occidentali stanno tentando di abbattere l’economia turca, ha fatto appello al patriottismo dei turchi. «Se c’è qualcuno che ha dollari o oro sotto il cuscino, dovrebbe andare a cambiarli per lire presso le nostre banche. Questa è una battaglia nazionale e nazionale» ha detto davanti alla folla nella città nord-orientale di Bayburt. «Questa sarà la risposta della mia gente a coloro che hanno intrapreso una guerra economica contro di noi –  ha aggiunto – Il dollaro non può bloccare il nostro percorso. Non preoccupatevi». 

Il rendimento dei titoli di stato turchi a 10 anni ha raggiunto livelli record, come testimonia la schermata diffusa oggi da Bloomberg (immagine sopra). La lira turca ha ora superato il peso argentino come valuta peggiore del 2018, secondo i dati di Bloomberg. Le azioni dei produttori siderurgici turchi Kardemir Karabuk Demir Celik Sanayi ve Ticaret AS e Eregli Demir ve Celik Fabrikalari TAS hanno perso fino all’8% e al 9,9% di valore, rispettivamente, dopo il tweet di Trump. Le azioni della banca Turkiye Is Bankasi AS sono diminuite dell’8,7 percento, più di ogni giorno intero dal 2013. L’acciaio lo scorso anno è stata la quarta maggiore esportazione della Turchia, valutata $ 11,5 miliardi, e rappresenta circa il 7% delle esportazioni totali. I dati sono quelli dell’Associazione degli esportatori di acciaio del paese. La Turchia è il sesto produttore mondiale di acciaio al mondo.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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