di Fabrizio Pucci

La mia Toscana Martoriata, Emblema di un Paese in Ginocchio


 

Un nubifragio. Una bomba d’acqua. Due giorni d’inferno, da Massa a Grosseto passando da Pisa e Livorno. La mia terra, la mia Toscana è stata sommersa da un fiume di fango che ha seminato morte e distruzione.

Albinia Alluvione Strade Distrutte

E la mia regione diventa l’emblema di un Paese in ginocchio che sta faticando a rialzarsi da una crisi economica, ma pure istituzionale e anche di identità che non ha precedenti.

L’amarezza si mischia con il dolore per le vite spezzate. E con la rabbia che, quella no, non accenna a placarsi.

La Toscana oggi, come Genova e Aulla un anno fa e ancora Messina nel 2009 per non parlare di Sarno 1998 e Cardoso 1996. Passano gli anni, ma le tragedie si susseguono senza che nessun governo riesca, o voglia, occuparsi seriamente del dissesto idrogeologico del nostro Paese che drammaticamente è quello degli sprechi, dei furbetti del quartierino, dei responsabili sempre più irresponsabili. E degli argini di terracotta, del mattone selvaggio e dei ripetuti condoni. Della scarsa prevenzione e della ricerca di fondi per la ricostruzione.

Albina Sommersa dall'alluvione

Per fortuna, però, c’è anche un’altra Italia.Quella che piange lacrime di indignazione, ma che si rimbocca la maniche. L’Italia del volontariato che non abbandona chi si trova in emergenza.

Quell’Italia che è un po’ come gli sport minori che diventano importanti solo quando ci sono le Olimpiadi. Se questo Paese ha ancora un briciolo di speranza per uscire dal fango in cui è precipitato, lo dobbiamo a queste persone perbene. Un esercito di senza volto che oggi sta aiutando la Toscana a non annegare e che domani dovrà pur esprimere una classe politica di livello almeno accettabile.

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