di Enzo Ranaudo

La Profezia Maya, la Fine del Mondo nel 2012 ed il Boom dei Bunker


 

Eccola, ci siamo. E’ iniziata l’ultima settimana prima del fatidico 21 dicembre 2012: prima della fine del mondo. I Maya hanno parlato. E la cometa di cui parla la profezia si sta avvicinando.

C’è chi si sta organizzando. Molti con un bunker, per esempio. Estremo tentativo di sopravvivenza semmai con la piacevole speranza di ripopolare il pianeta.

Ma visto che sicuramente l’apocalisse porterà delle notevoli modifiche anche del sitema terreste, meglio organizzarsi  con un bel kit fatto di cibi liofilizzati, acqua, maschere antigas. Prodotti andati a ruba in questi ultimi tempi. Come fa sapere il titolare di un’azienda che opera nel settore della sicurezza da 30 anni, da un po’ meno in quello specifico dei bunker: “La curiosità è aumentata del 50 per cento. Da quando c’è questa storia dei Maya ci arrivano richieste dal tutto il paese, soprattutto dal Nord Italia”.

Un business che ha aumentato il proprio giro d’affari: per quanto riguarda i bunker, il costo medio è di 1.500 euro a metro quadro e perlopiù si cercano almeno di 20 metri quadri, anche se a seconda delle possibilità economiche, è possibile averne a disposizione anche di più grandi (30, 40 o 50 metri). E la domanda, come detto prima, è aumentata notevolmente: “Di richieste di informazioni ne arrivano tante. Certo, poi la richiesta effettiva è inferiore. Comunque le richieste sono svariate, si va da modelli faraonici a strutture più modeste”.

Ed ovviamente il titolare della ditta non nasconde di crederci un pochino alla profezia dei Maya: “Spero che non succeda nulla. Non si può non crederci. Guardiamoci intorno: il clima sta cambiando, l’atmosfera cambia. E poi tutti questi uragani. Qualcosa secondo me c’è”. Ma non solo il genero del professor Bellavista (indimenticabile la scena del bunker di Maradona nel film ‘Così parlò Bellavista’) avrebbe fatto affari in questo periodo.

Un altro settore che in queste ore sembra stia facendo registrare profitti con la storia dei Maya è quello della vendita di
cibo liofilizzato che si conserva per 20 anni: “Grazie a chi ci crede le nostre vendite sono aumentate del 100 per cento in un anno – ha fatto sapere uno dei titolari di un’azienda del settore -. Oltre il cibo si vende anche acqua, stufette a gas e altri prodotti destinati alla sopravvivenza quando acqua ed elettricità arrivano a mancare”.

Insomma si vende un po’ di tutto con lo spauracchio della profezia Maya: dal kit di sopravvivenza Nbc (Nucleare, Biologico e Chimico) comprensivo di tuta, maschera e filtro a ‘soli’ 269 euro (più 8 di spedizione), al timer digitale ma con la fedele riproduzione del calendario di Maya inciso in bassorilievo sulla pietra tonda, in vendita a 14,99 euro.

Ma sulla fine del mondo si vende di tutto: magliette a 16,50 euro con sopra stampata la frase “Do you believe in the Mayan prophecy?”, vari libri sull’argomento tra cui una ‘indagine scientifica’ sulla profezia lasciata in eredità dalla popolazione scomparsa oppure documentari in Dvd sull’evento che, secondo l’antica profezia, dovrebbe avvenire a breve.

L’unica domanda: ma davvero chi vende questi oggetti crede alla profezia dei Maya? Perché se così fosse farebbe piacere sapere cosa vorrebbero fare di tutti i soldi che stanno guadagnando in questi giorni data l’imminente scomparsa delle civiltà.

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